Fusione San Donà-Musile? Irrealizzabile, ma i servizi possono essere unificati

 SAN DONA'.
Fusione tra Comuni, no secco della Confartigianato. Il dibattito sulla possibilità di fondere San Donà e Musile, e anche le altre città del Basso Piave, è tornato d'attualità la scorsa estate, rilanciato dall'assessore Oliviero Leo. La controproposta è una sinergia per migliorare i servizi dei cittadini.  Il presidente della Confartigianato mandamentale, Ildebrando Lava, interviene nella discussione sulla fusione che ha come obiettivo quello di ottimizzare le risorse.  «Ben vengano tutte quelle iniziative che mirano ad aumentare la qualità dei servizi resi ai cittadini e alle imprese al minor costo possibile - precisa Lava - resta il fatto che ogni Comune ha la propria identità storica, culturale, sociale, economica, da non confondere con il campanilismo. Il fatto di fondere i due Comuni mi sembra francamente, sulle basi attuali, pura utopia.  Diversa la cosa se i due Comuni, magari con il coinvolgimento anche di Noventa e Fossalta, fossero riusciti in questi anni a fare sinergia rispetto ai servizi resi ai cittadini. Allora sì si potrebbe iniziare il percorso della fusione.  San Donà e Musile hanno avuto posizioni opposte sulla questione raccolta rifiuti, come si può pensare addirittura ad una fusione».  Il presidente della Confartigianato propone invece che i quattro Comuni, San Donà, Musile, Noventa e Fossalta di Piave, sviluppino sinergie magari con un unico ufficio tecnico, vie telematiche veloci, accorpando dirigenti, segretari comunali, comandi della Polizia Locale e quant'altro.  «La gestione dei servizi,- conclude- come ad esempio la raccolta dei rifiuti, potrebbe essere affidata ad un unico gestore. Dia prova la politica di essere in grado di attivare perlomeno parte di questi servizi a livello sovracomunale, riducendo i costi e i disagi per i cittadini. Dopo sì potremo sostenere iniziative come la fusione». (g. ca.)

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