Torcia olimpica a Venezia, il passaggio tra le calli e l’arrivo a San Marco: un evento storico

La Fiamma Olimpica dei Giochi Invernali è arrivata a Venezia attraversando piazzale Roma, Canal Grande fino ad arrivare in Piazza San Marco tra l’emozione dei tedofori e gli applausi dei turisti 

Costanza Francesconi
La torcia olimpica trasportata per i canali di Venezia
La torcia olimpica trasportata per i canali di Venezia

Avvolta da un’atmosfera mitica, la Fiamma Olimpica dei Giochi Invernali Milano Cortina 2026 è entrata a Venezia a piazzale Roma, scaldando un gelido 22 gennaio al calare del sole. Un appuntamento attesissimo in città da una folla di veneziani e turisti, curiosi e onorati di testimoniare un capitolo di Storia tricolore tra selfie e grida di incoraggiamento. Ad aprire in città l’“ultimo miglio” della quarantaseiesima tappa italiana del Grande Viaggio della Torcia è stato Flavio Furlan, 51 anni di Oriago.

La torcia olimpica a Venezia trasportata in gondola: il passaggio a Rialto

“Scio e corro per passione. Ancora non ci credo” ha detto senza smettere di sorridere ai piedi del ponte di Calatrava. Lui, primo di 39 tedofori distribuiti su un itinerario di 7,8 chilometri partecipatissimo tra calli e rive. Sì perché la Fiamma ha navigato anche lungo Canal Grande. Destinazione piazza San Marco per l’accensione del braciere olimpico mobile, ultimo atto della giornata. La torica è stato passato di mano in mano dai tedofori lungo Fondamenta Santa Lucia e Fondamenta Scalzi, Lista di Spagna e campo San Leonardo.

Ancora Fonamenta Ormesini, Strada Nova, sfrecciando a Rialto. Qui l’imbarco dei tedofori a bordo della storica Serenissima, la bissona simbolo identitario di Venezia, e della Dodesona, una gondolona, per scortare la Fiamma a remi. Canal Grande illuminato dal “kiss” davanti a Ca’ Farsetti, da togliere il fiato e paparazzato come non mai.

Poi l’approdo all’Accademia, la discesa dei tedofori per un secondo tratto a piedi passando per campo San Vidal, calle de la Mandola, fino a San Marco. Di nuovo le imbarcazioni delle remiere locali hanno ricondotto via acqua tedofori e Torcia all’Arsenale, solcando prima il Bacino di San Marco verso l’Isola di San Giorgio. Il serpentone di pubblico non li ha mai persi di vista, immortalando ogni accensione con uno scatto o video. L’ultimo sprint la Fiamma Olimpica l’ha percorso sui masegni con i tedofori a piedi lungo Riva degli Schiavoni. Meta Piazza San Marco intorno alle 19.

Torcia olimpica a Venezia, protesta pro Gaza fuori dalla stazione Santa Lucia

Tutto intorno una città in festa, tra l’entusiasmo generale tradotto in una coreografia mozza fiato. Tra i tedofori anche Cristina Cipiccia, direttrice regionale Veneto Est e Friuli Venezia Giulia Intesa Sanpaolo. Nel pantheon degli sportivi più celebri in tenuta bianca, hanno stretto la fiaccola Antonio Fantin, nuotatore classe 2001: campione paralimpico nei 100 metri stile libero ai Giochi paralimpici estivi di Tokyo 2020 e Parigi 2024, nonché tredici volte campione mondiale e dieci volte campione europeo.

Torcia olimpica a Mestre, piazza Ferretto gremita per il “kiss” tra i tedofori: il video

E poi Andrea Borella, 64 anni, ed ex schermidore italiano specializzato nel fioretto, campione olimpico nel fioretto a squadre a Los Angeles 1984, e cinque volte campione mondiale. Appartiene al glorioso vivaio mestrino del Maestro Livio di Rosa, nel quale inizia a tirare nel 1967. Tra le tedofore Sandra Truccolo, due volte campionessa del Mondo, una volta d'Europa, due volte medaglia d'oro ai giochi paralimpici di Atlanta e di Sydney nel tiro con l'arco a squadre.

Antonio Fantin, nuotatore classe 2001, con la torcia olimpica a Venezia
Antonio Fantin, nuotatore classe 2001, con la torcia olimpica a Venezia

Ancora la campionessa del Remo Gloria Rogliani, il pistard italiano Francesco Lamon, l’ex rugbista Alvise Rigo. Non sono mancate le contestazioni al grido di “Fuori Usa e Israele dalle Olimpiadi” nel presidio radunato fuori dalla stazione ferroviaria dal Global movement to Gaza, con l’attacco alle Olimpiadi invernali 2026 che hanno “accettato e consacrato Israele che sta perpetuando”, dicono i manifestanti, “il genocidio del popolo palestinese e gli Stati Uniti che fomentano, minacciano, compiono guerre e soprusi”. La critica tocca anche “le lobbies del disastro ambientale e delle guerre tra gli sponsor ufficiali”. Grida di sfondo a una poesia epica rimasta inscalfita.

Le foto in gondola

 

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