Fiaccolata per le giovani vite stroncate «Uniti in questo momento di dolore»

Fiaccolata per le vite stroncate sulle strade. Dopo l’appello lanciato da Romina Laugeni, mamma del giovane Riccardo che morì assieme ai tre amici nel tragico incidente del 13 luglio al lido di Jesolo, sono arrivati decine di messaggi e telefonate di solidarietà in questi giorni di lutto. L’idea era di organizzare una manifestazione prima di Natale, ma i tempi sono stretti e per il momento il tentativo è di promuoverne una tra fine dicembre e inizio gennaio nella forma di una passeggiata in centro sull’isola pedonale fino alla piazza Indipendenza.
Libera partecipazione dei cittadini, probabilmente con una fiaccola accesa e una camminata silenziosa fino alla piazza che finalmente si riempirà, come raramente accade da quando è stata inaugurata. Romina si è recata dai familiari di Giulia Bincoletto all’indomani dell’incidente stradale in cui la ragazza ha perso la vita lungo la bretella, assieme agli altri due ragazzi che si trovavano a bordo dell’altra auto.
Un gesto che ha fatto discutere, ma è arrivato dal cuore ed è stato apprezzato da quella famiglia piombata nel dolore più cupo. Chi meglio può aiutarti se non chi ha già pianto lacrime amare, chi ha perso il sonno e si è sentito mancare la forza per andare avanti. Ha parlato con il padre Bruno, mamma Valentina, la sorella Martina. E tutti insieme, con il marito di Romina, luogotenente dei carabinieri Marco Laugeni, si sono stretti in un caldo abbraccio dopo aver condiviso questo dolore immenso che non finirà mai. «È così che ho pensato a questa manifestazione», dice Romina, «adesso ho ricevuto tante chiamate e sentito persone che si stanno organizzando. A me può solo far piacere perché è la dimostrazione che la gente, i giovani, non sono indifferenti a queste tragedie e capiscono il dolore di noi famiglie». Sarà un fiume di gente per dire basta alle morti sulla strada, per esprimere la propria vicinanza alle famiglie colpite. Romina spera anche in uno sportello, un ufficio che possa essere punto di riferimento per le famiglie, dal punto di vista legale, del sostegno psicologico e anche economico. E si sta organizzando per avere anche a San Donà un riferimento dell’Associazione Vittime della strada. Alla manifestazione sono stati invitati anche i quattro kosovari che avevano tentato di salvare i ragazzi intrappolati nell’auto piombata nel canale di via Pesarona a Jesolo. Li hanno estratti dopo che nessuno aveva avuto il coraggio di tuffarsi. Purtroppo erano già morti. Per questo gesto hanno avuto la cittadinanza onoraria dal Comune di Musile.
Per la manifestazione si stanno muovendo molti giovani in tutto il territorio che si stanno mobilitando anche attraverso i social; l’obiettivo è di coinvolgere anche altre madri attive nel territorio. Dalla proposta di una mamma che soffre, la mobilitazione potrebbe ora crescere per dimostrare che la comunità del basso Piave non è insensibile. Niente strumentalizzazioni, amministratori e politici parteciperanno a titolo personale. L’obiettivo è rendere coscienti i giovani che guidare è una cosa seria. —
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