«Ennesima vittima sul lavoro la responsabilità è di tutti»

L’allarme dei sindacati  dopo la tragedia Lo Spisal: troppi incidenti a causa di banali distrazioni servono contromisure urgenti

TREVISO

La triste contabilità delle morti bianche in provincia di Treviso registra, con Michele Ferrazzo, la quattordicesima vittima da inizio anno. È il primo caso sul tavolo del nuovo direttore dello Spisal dell’Usl 2, Enrico Contessotto, da pochi giorni subentrato al dottor Roberto Agnesi: «Sul caso specifico tutti gli accertamenti sono in corso, confermiamo che l’operaio era entrato nell’ambiente senza la maschera di protezione, ma non sappiamo se quella particolare lavorazione andasse fatta con una maschera. Né sappiamo quale sia stato l’agente mortale e se la sua presenza fosse prevista o meno», non è chiaro cioè se a uccidere il dipendente della Triveneta Disinfestazioni sia stato il gas utilizzato come topicida o altre sostanze presenti nella fossa di stivaggio. Il dottor Contessotto, parlando in generale al tema delle morti sul lavoro, conferma di voler continuare il lavoro del predecessore: «Vogliamo intervenire nel modo più efficace possibile a tutti i livelli, come Spisal avremmo bisogno di essere rinforzati perché non siamo numerosi come personale, ma non dipende solo da noi, a volte gli incidenti si verificano a causa di comportamenti sbagliati ed è su questo che dobbiamo intervenire».

le forze sociali

Cinzia Bonan, segretario generale Cisl Treviso Belluno, rimarca la necessità di riaprire il tavolo con la Prefettura: «Abbiamo incontrato il nuovo prefetto Maria Rosaria Laganà ricevendo rassicurazioni sul fatto che questo tema non sarà trascurato» spiega Bonan, «abbiamo inviato a Roma un Protocollo per la sicurezza che dovrà essere firmato dal Ministero del Lavoro e successivamente sottoscritto da tutte le parti a livello territoriale, da quelle sociali a quelle datoriali, in modo da definire meglio le aree di rischio per intervenire in tempo e monitorare il sistema. Le responsabilità di ogni incidente sono sempre distribuite tra tutte le persone della filiera di un’impresa, perciò è necessario sensibilizzare tutti». Anche Uil Veneto si è fatta sentire dopo la tragedia di Mogliano: «Mentre piangiamo questa vita spezzata e ci uniamo al dolore dei familiari e dei colleghi, richiamiamo l’attenzione di tutti i soggetti coinvolti nella piena applicazione del Piano sulla Sicurezza siglato il 17 luglio scorso in Regione» spiega Gerardo Colamarco, segretario generale della Uil Veneto. «Con settembre e il riavvio delle attività in molte fabbriche i rischi aumentano. Proprio pochi giorni fa, noi sindacati abbiamo chiesto al presidente Zaia un incontro perché diventi subito operativo il Comitato Regionale di Coordinamento sulla Sicurezza previsto da quel Piano. La tragedia di venerdì pomeriggio è il peggiore dei modi per farci capire quanto sia urgente». —

A.D.P.

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