Emergenza abitativa 500 richieste di alloggi ma poca disponibilità

A.ab.

riviera/miranese

Emergenza abitativa in Riviera e nel Miranese: il problema degli sfratti rischia di diventare una bomba sociale in autunno. A spiegarlo, il sindaco di Fiesso Andrea Martellato, che è anche presidente della Conferenza dei sindaci dell’Usl 3 che si occupa dei problemi sociali e sanitari del territorio. «L’emergenza abitativa in questo anno segnato dalla pandemia del Covid 19 è stato solo mitigato dalla misura messa in atto del blocco degli sfratti», spiega Martellato, «Le famiglie a migliaia, a causa della crisi, hanno perso reddito e lavoro repentinamente. Ora rischiano di finire sulla strada. Case per tutte loro non ce ne sono».

Le richieste di alloggi popolari fra la Riviera e il Miraneese sfiorano le 500, stima Martellato. «In alcuni paesi più popolosi come Mira, Spinea, Mirano, Dolo e Martellago, ma anche nel resto del comprensorio, si ipotizzano in aumento del 20% già quest’anno. Gli alloggi a disposizione per le famiglie, però, vanno al massimo a coprire circa il 10% della richiesta. Proprio per questo la situazione, se non si interviene radicalmente, rischia di sfuggire di mano».

Su 500 domande, infatti, ci saranno di fatto assegnazioni di alloggi per 50 famiglie circa. Per Martellato la soluzione non può essere una proroga sine die del blocco degli sfratti delle abitazioni private. «Si tratterebbe solo di mettere una pezza ad una situazione storicamente problematica, dice, «Per questo sarebbe importante puntare sulla costruzione di nuove abitazioni popolari, magari utilizzando i fondi europei che arriveranno in questi mesi». Ma non solo. Per Martellato è importante anche fare una analisi del patrimonio immobiliare esistente, spesso non utilizzato appieno. «Ci sono centinaia di appartamenti di edilizia popolare pubblica in Riviera e Miranese che hanno bisogno di urgenti e necessarie sistemazioni. Senza di queste non possono essere assegnati. È l’ora di fare questi lavori che sono attesi da anni». Martellato si sofferma anche sulla questione del controllo dei redditi degli assegnatari: «Ci sono tantissime famiglie, diciamo intorno al 10–15% del totale, che si stima abbiano superato da qualche anno le soglie di reddito e paghino però ancora affitti minimi». Poi c’è il problema delle occupazioni abusive: «Sono decine», conclude Martellato, «Chi ha occupato le case popolari senza seguire le regole e in modo illegale va mandato via. Aver bisogno di un tetto non significa violare le leggi». —



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