Embolia in mare, morto a sedici anni di distanza
Maurizio Moro si è spento all’età di 67 anni. Nel 2010 l’incidente dopo un’immersione davanti alla spiaggia di Levante

Maurizio Moro si è spento nel fine settimana dopo essere rimasto per sedici anni in seguito a un incidente in mare.
Durante questi lunghi anni, la moglie e la figlia lo hanno accudito, vegliato, confortato, assistito. In tutto e per tutto. Una storia di dolore e di vicinanza quella che lascia Maurizio Moro, scomparso all’età di 67 anni. Originario di San Gaetano, viveva a San Giorgio di Livenza, con i suoi cari. I funerali verranno celebrati nella chiesa di San Gaetano, con inizio alle ore 15, nel pomeriggio di domani. La salma giungerà dall’ospedale di Portogruaro, dove Maurizio ha trascorso gli ultimi giorni della sua vita. Il mare è sempre stata la sua passione, il suo amore più grande.
Collaborava, all’epoca, quando aveva poco più di 50 anni, con il Consorzio Arenili che oggi si chiama Caorlespiaggia. Era il 5 giugno 2010, Maurizio era un appassionato subacqueo e aveva svolto missioni calandosi anche a 40 metri di profondità.
Di fronte all’hotel Columbus, in zona piazza Colombo, sulla spiaggia di Levante, quel giorno si era calato in mare a una profondità di appena 2 metri, per togliere le ancore alla piattaforma Poseidon. Ma subito i colleghi del Consorzio si erano accorti che qualcosa non quadrava, non riusciva a risalire.
Maurizio era stato trasferito in ospedale: era stato colpito da embolia, come avevano potuto constatare i sanitari che l’avevano preso in cura subito dopo quell’episodio.
«Fu un incidente imprevedibile e imprevisto, rimanemmo tutti sotto shock – ricorda il direttore del Consorzio Arenili Caorlespiaggia, Ivan Carli – Moro era molto esperto, si calava in acqua con grande professionalità e intelligenza. Quel giorno però le cose andarono male». Da lì, iniziò una vera e propria lotta per la vita. Moglie e figlia si videro, da un giorno all’altro, le loro vite stravolte così come quelle degli amici più stretti.
Maurizio Moro riuscì a tornare a casa, ma nulla fu più come prima. Moglie e figlia si sono avvicendate per accudirlo e ogni tanto Maurizio usciva, pur se in sedia a rotelle e sempre accompagnato da qualcuno. «Riusciva anche a comunicare, ma non più di tanto – conclude Ivan Carli – ci lascia una persona affidabile, un uomo che aveva una grande passione per il mare».
Il decesso di Maurizio Moro ha destato profonda impressione in tutta Caorle e dintorni, proprio perchè molti conoscevano la sua vicenda personale, e c’è chi lo ha conosciuto dopo l’incidente. Tra i suoi più cari amici c’era Roberto Rossetti: «Voglio ricordarti così, mentre guidi la barca» ha evidenziato su facebook. Ieri sera a San Gaetano si è recitato il rosario in suffragio. La famiglia ha chiesto che il ricordo di Maurizio sia accompagnato da opere solidali. La salma verrà poi trasferita nel cimitero di San Giorgio di Livenza. —
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