«Ecco perché il Mose non si può usare finché non sarà finito»
Ecco perché il Mose non potrà usato contro le acque alte fino a collaudo avvenuto. Cioè alla fine del 2021. «Criticità» permettendo. Un decalogo tecnico firmato dagli ingegneri del Consorzio Venezia Nuova è stato inviato al Provveditorato alle Opere pubbliche e al commissario «Sblocca cantieri» Elisabetta Spitz. Un dossier che spiega, se ce n’era ancora bisogno, che non si possono illudere i veneziani dopo 35 anni di progetti, ritardi, scandali, errori. Se il Mose potrà funzionare davvero in caso di acque alte e di emergenze lo sapremo alla fine del 2021. Ecco i motivi.
SISTEMI DI EMERGENZA
Non sono ancora stai installati i sistemi di emergenza, l’impianto antincendio, gli ascensori e in particolare i generatori elettrici di emergenza. Dovranno garantire l’erogazione della corrente elettrica in caso di interruzione della rete generale. Come è accaduto più volte durante le ultime acque alte eccezionali del 12 novembre. L’assenza di questi sistemi potrebbe «rendere ingovernabile» l’intero sistema, con rischi imprevedibili. Come la caduta improvvisa di tensione e delle paratoie alzate.
COMPRESSORI
Gli impianti meccanici, elettrici e di controllo ancora non sono stati realizzati. Il sistema si può sollevare oggi solo in «modalità provvisoria» con un solo compressore Alla fine dei lavori dovranno essere 4 per ogni bocca.
I TEST COn MARE MOSSO
Il programma di prove in corso – a Treporti le paratoie sono state sollevate 25 volte – si possono fare solo in condizioni meteomarine calme. Dunque non durante le acque alte. I test in condizioni avverse sono previsti nel corso dell’ autunno del 2020 e dureranno fino a metà 2021.
LE SQUADRE
Vi è una sola squadra operativa specializzata per i sollevamenti e si sta formando il personale. Le squadre lavorano nella control room – ancora in fase di costruzione – e nelle gallerie dentro i cassoni sott’acqua. Le attività possono durare giorni, e occorrono molte persone per i turni.
LE VIBRAZIONI
«Nei precedenti sollevamenti», recita il rapporto degli ingegneri, «sono state riscontrate criticità, come ad esempio le vibrazioni di alcune tubazioni. Queste, come altre criticità che dovessero n essere riscontrate durante i test, vanno riparate e testate per evitare che possano ripetersi. Proprio a causa delle vibrazioni «anomale» era stato interrotto il test di prova di sollevamento delle paratoie del 4 novembre a Malamocco. «La tenuta delle tubazioni», si legge, « è essenziale anche per evitare la fuoriuscita di acqua e aria, con rischio di allagamento delle gallerie, e danno al sistema».
CONTROL ROOM
Mancano ancora i collegamenti di comunicazione tra le bocche di porto. La control room centrale all’Arsenale è in fase di costruzione, sarà pronta la prossima estate. Mancano anche i protocolli di gestione e decisione e di gestione e la codifica delle procedure.
COLLAUDO
Manca infine il collaudo dell’opera. Finite le prove e la costruzione degli impianti dovrà avvenire secondo il cronoprogramma entro il 31 dicembre del 2021. Prima di allora, ripetono gli ingegneri, non è possibile mettere in funzione un’opera che non è finita, né sicura. —
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