Due roulotte distrutte dai baby vandali

Danni per 5 mila euro addebitati a un gruppetto di 12enni. I genitori li difendono, scatta la denuncia ai carabinieri
Mitia Chiarin



Un gruppo di ragazzini, una decina, tutti dodicenni, forse per noia finiscono con il passare i pomeriggi a distruggere un paio di roulotte in un campo vicino al forte della Gazzera. Inconsapevoli fino a che punto non è dato sapere. Sta di fatto che quelle roulotte, seppur di vecchio tipo, erano il campo base di una associazione cinofila, la Dieseldog, la cui attività è fermata da mesi causa pandemia.

Le scorribande dei ragazzini alla fine fanno danni ingenti. Le foto documentano la distruzione dentro le roulotte: frighi rovesciati, porte e finestre infrante, impianto dolby danneggiato.

Il responsabile dell’associazione cinofila, A.V., li quantifica in almeno 5 mila euro di danni. «E ora, visto come sono andate le cose, non so chi verrà a risarcirci e come faremo con le nostre sole forze a ripartire accollandoci invece noi una spesa non prevista. Perché non mi aspettavo una cosa simile».

In questa storia di vandalismi ad opera di ragazzini, racconta il danneggiato, c’è una parte che finisce con il lasciare l’amaro in bocca. Perché, nel proseguo del racconto si scopre, il responsabile del centro viene a scoprire i danneggiamenti e comincia a risalire, attraverso le informazioni del vicinato, ad alcuni dei ragazzini coinvolti in questa storia.

Che, a quanto si capisce, non sono affatto ragazzini di famiglie difficili o componenti di baby gang ma sono adolescenti normalissimi con famiglie assolutamente normali alle spalle.

Quando A.V. comincia a ricostruire la rete dei ragazzini coinvolti, una mamma si offre di organizzare una chat su whatsapp per mettere in contatto il danneggiato con le famiglie degli altri ragazzi, consapevole che sia giusto risarcire in qualche modo il danno causato. E si arriva anche ad un incontro, ai primi di giugno, che si rivela tutt’altro che conciliativo. L’incontro si svolge di domenica e vi partecipano vari genitori.

Se alcune mamme e papà erano disponibili ad offrire un piccolo risarcimento, il resto di famiglie si oppone: «Ognuno ha pensato a sminuire il ruolo del proprio figlio. La maggior parte dei genitori si è rifiutata di risarcirmi e anzi mi hanno additato come se fossi io a farla più grande di quel che era e qualcuno è arrivato a dirmi che l’area della mia associazione era in realtà una discarica abusiva. Non mi sarei aspettato simili reazioni». Di conseguenza, continua a raccontare A.V. è impossibile anche il solo sperare di ottenere un risarcimento del danno che chiudesse la vicenda con una banale conciliazione tra le parti. Neanche una pulizia e sistemazione dell’area è stata offerta dalle famiglie. La conseguenza più logica, racconta amareggiato il danneggiato, è stata quella di presentare una denuncia querela ai carabinieri, raccolta dalla stazione di via Miranese. E ora sarà il Tribunale dei minorenni a valutare il caso. Senza alcun risvolto educativo per quei ragazzini. —

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