Finti vescovi e cardinali salgono sul palco, scatta la polemica al festival: «È blasfemia»

Il Double Flavor Music Festival ha animato Caorle per tre giorni. Nella serata conclusiva sono comparsi due finti vescovi e un finto cardinale. Il don: «Chiedo rispetto». Il Comune si dissocia: «Non accadrà mai più»

Rosario Padovano
La serata conclusiva del Double Flavor Music Festival
La serata conclusiva del Double Flavor Music Festival

Caso di blasfemia indigna Caorle. Ha suscitato scalpore la gag del gruppo di animazione nelle ultime fasi del Double Flavor Music Festival, la manifestazione di tre giorni che si svolge sulla spiaggia della Sacheta.

Nella serata conclusiva, al termine di una giornata nella quale per la prima volta si era svolta la corsa Random che ha coinvolto centinaia di persone, nella gag sono comparsi due finti vescovi e un finto cardinale.

Costumi indossati in buona fede, ma adiacente al parco c’è una zona sacra, quella del santuario della Madonna dell’Angelo. E molti cattolici di Caorle si sono risentiti. «Sul palco» accusa don Daniele Cagnati, collaboratore della parrocchia di Santo Stefano originario di Jesolo «sono comparsi costumi e rappresentazioni ispirati alla figura di ministri della chiesa, utilizzati in modo caricaturale e provocatorio, all’interno di uno spettacolo che ha suscitato non poche perplessità».

La tesi di don Cagnati va oltre l’allestimento del palco vicino al Santuario. Parla di derisione, di messa alla berlina dei simboli della fede, come in questo caso possono essere una tiara o la tunica da vescovo. «La libertà artistica – fa capire il sacerdote – non può diventare un pretesto per deridere la fede, i suoi simboli e coloro che la rappresentano. Di fronte a immagini come queste, non credo sia giusto rimanere in silenzio. Non chiedo di cancellare il festival. Non chiedo censura. Non chiedo che tutti la pensino come me. Chiedo rispetto».

Il Comune si dissocia

Il sindaco Marco Sarto è furioso. «Questa cosa molto spiacevole purtroppo è accaduta all’insaputa dell’amministrazione: non accadrà mai più. Da questo spettacolo l’amministrazione si dissocia».

Nelle ore successive, è arrivata anche la nota ufficiale del Comune. «Non possiamo che stigmatizzare comportamenti che sono risultati offensivi e irrispettosi nei confronti della devozione religiosa che ci accomuna e accomuna tanti nostri concittadini, tanto più quando tali atteggiamenti si verificano nelle immediate vicinanze di uno dei luoghi simbolo della fede e dell'identità nostra».

Le scuse di Double Four

Infine intervengono i principali accusati, gli organizzatori del Double Flavor. Sono ragazzi del posto e hanno a cuore religione e culto per la Madonna dell’Angelo. «Durante lo spettacolo di 90 Wonderland è andata in scena una gag, parte del format, che non conoscevamo e che ci ha colti di sorpresa. A chi si è sentito offeso chiediamo sinceramente scusa». La gag è durata pochi minuti. «Double Flavor nasce per portare musica, divertimento e condivisione. Abbiamo rispetto per la Madonna dell’Angelo e il luogo straordinario in cui abbiamo la fortuna di fare l’evento da tanti anni. Qualcosa non ha funzionato. Ce ne scusiamo. Ma ci auguriamo che un singolo episodio non cancelli lo spirito, l’impegno e le intenzioni con cui Double Flavor è nato e continua a lavorare».

 

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