Domani la protesta dei No Navi «Basta proclami, ora i fatti»
Due giorni di assemblea per fare il punto sulle grandi opere e e ribadire il “no” secco alle Grandi Navi in laguna. Domani ai Magazzini del Sale è prevista l’assemblea nazionale contro le grandi opere, mentre domenica si terrà la manifestazione indetta dal Comitato No Grandi Navi, con un corteo di barche a motore e a vela che sfilerà lungo il canale della Giudecca dalle 16 in poi.
Proprio sulla manifestazione del weekend, il questore di Venezia Danilo Gagliardi assicura che «non esiste alcun allarmismo per la sicurezza pubblica». «Il servizio d’ordine», continua, «è stato messo a punto martedì scorso nell’ultimo tavolo tecnico in Questura e sarà proporzionato alle presenze di manifestanti».
Intanto, il Comitato No Grandi Navi dice la sua anche sulle dichiarazioni di ieri del ministro Bonisoli a proposito del passaggio delle crociere in laguna: «Gli annunci non ci fanno più effetto, aspettiamo i fatti concreti prima di fare dichiarazioni. Ci mobilitiamo da sette anni e le navi passano ancora per il centro storico. In più, c’è da dire che il Movimento 5 Stelle è in grande affanno perché ciò che sta facendo il governo è un tradimento totale degli annunci di blocco delle grandi opere. Se poi otteremo il risultato sperato, saremo i primi a riconoscerlo. Fino a quel momento, non cambia nulla».
Sul tema si esprime anche la sezione veneziana di Italia Nostra. L’associazione affida a facebook la propria posizione. «Ci rallegriamo», si legge, «della decisione, ma desideriamo ricordare che Venezia non è disgiunta dalla sua laguna. La storia della città è inscindibile dalla storia della Laguna, e non si può pensare di tutelare i monumenti di Venezia senza vedere che gli apparati morfologici lagunari formatisi in 6000 anni stanno scomparendo per colpa delle scelte operate negli ultimi 50». Per ItaliaNostra, la laguna è ormai diventata un cratere, erosa dal CanaledeiPetroli e dal traffico che vi si svolge ormai da mezzo secolo. Per questo, non basta cancellare il progetto di nuovo terminal navale a Marghera. «Occorre», conclude la nota, «spostare fuori dalla Laguna le navi croceristiche e contenere gli effetti negativi del Canale dei Petroli, come previsto dal Piano Morfologico del 1992 vigente ma mai attuato. Tuteliamo Venezia assieme alla sua laguna». —
E.P.
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