Dolo, appello del sindaco al ministro Nordio: «Salvare l’ufficio del Giudice di Pace»
Nella sede di Piazzetta degli Storti pesa il personale carente. Il sindaco Naletto: «Il Comune non riesce più a farvi fronte da solo»

Il sindaco di Dolo Gianluigi Naletto invia una lettera al ministro della Giustizia Carlo Nordio chiedendo che si trovino soluzioni per evitare che chiuda l’Ufficio del Giudice di Pace, in Piazzetta degli Storti. Chiusura che, per carenza di personale, sarebbe già calendarizzata entro la metà del mese.
L’attuale personale in servizio non è in grado di sostenere il carico di lavoro: circa 630 ingiunzioni, 270 cause ordinarie e 35 procedimenti penali ogni anno, oltre alle asseverazioni di perizie e traduzioni. Nei giorni scorsi il Comune ha chiesto di avere personale aggiuntivo anche al presidente del Tribunale di Venezia, Andrea Fidanzia, richiesta bollata come irricevibile. «La legge», ha precisato il magistrato, «prevede, su richiesta per gli enti locali, il mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace a patto che se ne assumano integralmente le spese di funzionamento e del personale». Da qui la decisione di Naletto di rivolgersi direttamente al ministro della Giustizia Nordio.
«Ricordando la sua presenza a Dolo in occasione dell’intitolazione del Centro di documentazione ed inchiesta sulla criminalità organizzata “Francesco Saverio Pavone” alla ex sede distaccata del Tribunale di Venezia, che dal 2017 è presidio dell’Ufficio del Giudice di Pace per la Riviera del Brenta», ripercorre Naletto, «sono a chiedere un suo interessamento per evitare la chiusura del servizio. Da quasi dieci anni il Comune di Dolo ha messo a disposizione 2 dipendenti comunali inquadrati come cancellieri dopo il necessario percorso formativo, accollandosi un costo annuo di 90.000 euro, cui si sommano la disponibilità gratuita dell’immobile comunale e 31.000 euro annui per spese di gestione, ripartite tra i 10 Comuni rivieraschi. I due dipendenti comunali incardinati come cancellieri operano sotto organico e ciò li costringe ad accumulare pratiche in arretrato per garantire il funzionamento ordinario dell’Ufficio».
«Negli ultimi anni il Comune di Dolo si è attivato», continua la lettera, «affiancando ai cancellieri personale assunto con rapporto di lavoro interinale, tirocinanti universitari e dipendenti amministrativi di altri settori. Alle criticità si è oggi aggiunta l’urgenza dettata dall’assenza di uno dei due cancellieri. Emerge con evidenza che la permanenza di un unico cancelliere non consente di assicurare la continuità del servizio, determinando la necessità di dover disporre la chiusura dell’Ufficio». Quindi l’appello diretto al ministro.
«L’onere del funzionamento e mantenimento dell’Ufficio», conclude Naletto, «non può essere sopportato solo dal Comune di Dolo, poiché i vincoli sulla spesa del personale e gli obblighi di servizio pubblico che gravano sull’ente non permettono di distogliere altri funzionari dalle loro mansioni per destinarle al Giudice di Pace».
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