Distanziati e seduti ordinatamente La scelta di Manuel: «Si può fare»

Riuscito l’esperimento di animare la piazzetta di M9 per gli Europei  senza assembramenti: due spazi diversi, consumazioni sul posto 
L.b.
agenzia candussi, giornalista Filippini. Cosa vorrebbero i giovani a Mestre. nella foto: Manuel Pintus
agenzia candussi, giornalista Filippini. Cosa vorrebbero i giovani a Mestre. nella foto: Manuel Pintus

IL PERSONAGGIO

Divertimento in compagnia, senza dimenticare le regole anti contagio. L’esperimento messo in piedi dal “Ca’ di Mat” e dal “9 Bistrot”, con l’allestimento del doppio maxi schermo nelle due piazzette del distretto dell’M9 per vedere le partite degli Europei, dimostra che è possibile. «Le persone che arrivavano, sapevano che qui le regole sarebbero state rispettate nei minimi dettagli. All’ingresso separavamo le compagnie di tifosi, dividendole in gruppi composti da non più di cinque persone, distanziando le sedie di un metro e mezzo e prevedendo delle vie di fuga. Si accedeva all’area soltanto su prenotazione ed era vietato stare in piedi. È la dimostrazione del fatto che divertirsi e stare in compagnia è possibile, anche senza dimenticare che il virus continua a circolare», spiega Manuel Pintus. Titolare del Ca’ di Mat, è riuscito a creare una sorta di “microcosmo”, mentre intorno il tifo si sprigionava, in spregio a qualsiasi norma di sicurezza. Immagini che sono state l'innesco di una nuova ondata di polemiche, visto il timore che gli assembramenti del fine settimana si trasformeranno, nel giro di qualche giorno, in una nuova risalita della curva del contagio. Soprattutto se, come è probabile, tra i gruppi dei tifosi in festa si “nascondevano” anche i temuti positivi asintomatici. Non se ne preoccupano eccessivamente i titolari del Ca’ di Mat e del 9 Bistrot, avendo organizzato i rispettivi spazi a regola d’arte. Non a caso, nessuno ha mai pensato di “staccare la corrente” ai due maxi schermi dell’M9, come invece hanno fatto in altri luoghi, trasformatisi in sregolatissimi raduni che è stato necessario arginare. I tifosi che hanno assistito alle partite nel distretto del museo hanno potuto godersi lo spettacolo con la mascherina calata sul mento, grazie al rispetto delle prescritte distanze di sicurezza interpersonali.

La piazzetta alle spalle dell’M9 è stata organizzata con una capienza massima di 200 persone, limite in ogni caso mai raggiunto. Partita e bicchiere, i ragazzi del bar infatti hanno anche allestito un banchetto per spillare le birre. E, forte di questo esperimento promosso a pieni voti, adesso il Ca’ di Mat è pronto a raddoppiare, con l’inaugurazione di un nuovo locale, che regalerà nuova vita alla piazzetta. I ragazzi stanno lavorando perché il giorno dell’inaugurazione sia domani. Intanto l’intenzione è di ripetere la bella esperienza degli Europei, trasformando la piazzetta alle spalle dell’M9 in luogo di raduno (in sicurezza) per gli appassionati di sport, che non sia soltanto il calcio. Del resto, la seguitissima finale di Wimbledon dimostra quanto gli italiani non conoscano soltanto la religione del pallone. «L’anno prossimo ci saranno i Mondiali ma, soprattutto, tra un paio di settimane inizieranno le Olimpiadi. Sarebbe bello organizzarsi per proiettare le gare più importanti», conclude Pintus. —



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