Disdette record fino al 45 per cento negli alberghi. È allarme Natale

Turismo in ginocchio per il timore di alte maree eccezionali. Flessione del 20% anche sui voli diretti al Marco Polo
Tourist amid rising water levels in Venice, northern Italy, 17 November 2019. High tidal waters returned to Venice on Saturday, four days after the city experienced its worst flooding in more than 50 years. ANSA/ANDREA MEROLA
Tourist amid rising water levels in Venice, northern Italy, 17 November 2019. High tidal waters returned to Venice on Saturday, four days after the city experienced its worst flooding in more than 50 years. ANSA/ANDREA MEROLA

L’onda lunga dell’acqua alta arriva adesso. A meno di un mese dalla marea eccezionale del 12 novembre scorso, e di quelle che si sono verificate nei giorni successivi; asciugati i pavimenti, le vetrine, i libri, la merce; ripuliti i magazzini, gli androni, le cucine; fatto quello che si doveva fare e superata la prima fase dell’emergenza, Venezia si ritrova semi vuota.

Le disdette

Quasi un turista su due ha disdetto il proprio soggiorno in laguna; le prenotazioni per tutto dicembre, ma anche per i primi mesi del 2020, sono ferme; la Save ha registrato una flessione del 20 per cento della presenze giornaliere all’aeroporto Marco Polo, alla stazione di Santa Lucia non c’è ressa e i treni non scaricano più orde di pendolari; persino il ponte di Rialto, di solito impraticabile, è insolitamente sgombro, come se apparisse ai veneziani per la prima volta dopo lungo tempo.

Il rischio fake news

La città che ha saputo risollevarsi in pochi giorni, sconta adesso l’effetto risacca di quei 187 centimetri che sono rimasti impressi agli occhi del mondo come qualcosa di duraturo, dagli effetti catastrofici. Il nemico ora si chiama fake news, notizie distorte, allarmismi, bollettini di guerra, che raccontano di una Venezia ancora fradicia, in difficoltà, e che stanno spingendo turisti, ma anche aziende, associazioni, fondazioni ad annullare le prenotazioni di camere e sale convegni.



Capodanno

Ma oltre alle disdette, che a fine novembre hanno sfiorato il 45 per cento, a preoccupare l’Associazione veneziana albergatori, è l’assenza totale, ostinata, di nuove prenotazioni per Capodanno, Carnevale e i primi eventi dell’anno prossimo.

Una situazione pesantissima, alla quale gli albergatori stanno cercando di porre rimedio con una serie di iniziative. Prima tra tutte, un video-documentario di circa quindici minuti, in italiano e in inglese, in cui alcuni albergatori ed esercenti fanno vedere che la città è perfetta e che i turisti sono i benvenuti.

I selfie

«Tra bar, hotel e ristoranti, passando per i principali monumenti, si vuole far vedere al mondo che in città non c’è alcun pericolo e che Venezia è splendida come sempre - spiega il presidente dell’Ava, Vittorio Bonacini - e sempre nell’ottica di offrire al mondo un’immagine corretta, vogliamo coinvolgere anche i turisti. Agli ospiti degli hotel chiederemo di scattare dei selfie e di pubblicarli con l’hashtag #venice, per dimostrare al mondo che non c’è un problema di acqua alta».

Nell’immaginario collettivo, tuttavia,Venezia è ancora la città assediata dall’acqua. «La città dell’overtourism si trova improvvisamente abbandonata anche dai turisti. Tutti di corsa a disdire. Così nei quasi 300 hotel del centro storico e nei tantissimi bed & breakfast, già nei giorni immediatamente successivi a quella che è stata definita l’apocalisse, le cancellazioni erano arrivate al 45%» spiegano a Federalberghi Veneto, il cui presidente Marco Michielli annota come alla sventura di Venezia si opponga la gioia di Cortina imbiancata.

«Nel frattempo continua a dilagare il fenomeno degli affitti brevi con i quali le strutture alberghiere devono dividere una piazza che diventa sempre più affollata - continua Michielli - senza contare i segnali negativi che, con l’incremento della tassa di soggiorno, arrivano dal governo. Per l’ennesima volta, anziché investire sulla nostra principale economia, la si mortifica».

Il primo fine settimana di dicembre, normalmente affollato, assomigliava così a un week end di metà novembre.

Nelle calli

Nelle calli e a bordo dei vaporetti, in Strada Nuova e in Piazza San Marco, a Piazzale Roma e all’aeroporto Marco Polo dove, nei primi giorni del mese, la flessione delle presenze è del 15 per cento, con poche speranze di ripresa per fine anno. —


 

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