Dedica di Ponte longo Il tributo di Murano al “suo” Lino Toffolo

MURANO. Un tributo sentito da residenti e istituzioni, il giusto omaggio a un attore, cantautore e cabarettista che partendo da Murano aveva conquistato la simpatia e il cuore di tanti spettatori a livello nazionale e internazionale, ma che alla sua isola è sempre stato profondamente legato per l’intero arco della sua vita. Questa l’essenza dell’intitolazione del “Ponte Longo Lino Toffolo” tenutasi ieri mattina, esattamente a un anno dalla scomparsa, al cospetto della moglie Carla, dei figli Anna, Luisa e Paolo, dell’assessore comunale alla Toponomastica Paola Mar, dei consiglieri Paolo Pellegrini e Sara Visman, del prefetto di Venezia Carlo Boffi, del vice questore Marco Odorisio, del giornalista Giuseppe Barbanti.
«L’amore di Lino Toffolo per la sua città è stato subito ricambiato dopo la sua scomparsa» ha commentato l’assessora Mar dopo aver ringraziato la Prefettura per aver consentito l’accelerazione dell’iter amministrativo necessario «Questa intitolazione parla infatti proprio di questa storia d’amore tra un grande artista e la sua città. Quando ami quello che fai tutti i giorni, quando fai il tuo lavoro con passione, resti nel cuore delle persone per sempre. Lasci il segno, come ha fatto Lino Toffolo. Il Ponte Longo, da oggi, è un piccolo segno di questa lunga storia d'amore».
L’iniziativa, che era stata avanzata a maggio 2016 dai consiglieri Pellegrini e Visman ed era stata approvata all’unanimità dal Consiglio comunale nella seduta del 5 dicembre, ha incontrato il favore anche dei familiari dell'attore.
«A mio papà» ha spiegato Paolo Toffolo «che questo ponte lo ha consumato a forza di passarci sopra, questa intitolazione sarebbe piaciuta. Grazie, anche da parte sua, a tutti coloro che l’hanno resa possibile».
Sull’opinione che il padre avrebbe potuto formulare leggendo il nizioleto “Ponte Longo Lino Toffolo”, situato tra Fondamenta Vetrai e Riva Longa, ha riflettuto anche Anna. «Ci avrebbe scherzato su, magari facendo qualche battuta, ma sono sicura gli avrebbe fatto molto piacere. Non ha mai amato essere insignito di premi o targhe, era troppo votato al futuro, all'opera successiva, per apprezzare fino in fondo riconoscimenti alla carriera professionale. Ma questo ponte che è proprio un passaggio che compiva quotidianamente è un omaggio anche al suo essere parte della comunità che amava. Di giorno, e anche di notte a dir la verità vista l'insonnia, lo si poteva vedere passeggiare proprio in questa zona, e il fermarsi sul ponte per le ultime do ciacole spesso significava trascorrere un'altra ora e mezza con gli amici».
E ancora, tenendo conto del fatto che la casa di famiglia è situata proprio a due passi da lì: pensare a nostra madre che nell'andare a fare la spesa vedrà questa dedica fa piacere a noi figli e a tutti i parenti. In una circostanza dolorosa come la scomparsa di nostro padre questo riconoscimento sprigiona tutto il calore e l’affetto che l'isola gli ha rivolto, contraccambiata, e che, possiamo constatare con gioia, ancora gli riserva».
Marco Flavio Lapiccirella
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