Inchiesta sulle spese elettorali, Brugnaro oggi davanti al giudice
Venerdì 5 giugno in tribunale a Venezia la decisione sull’ex sindaco: non luogo a procedere o rinvio a giudizio. L’accusa è di aver violato la legge sulle spese elettorali

L’appuntamento è alle 13 in tribunale a Venezia. Venerdì 5 giugno si saprà se l’ormai ex sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e il suo entourage dovranno difendersi a processo dall’accusa di aver violato la legge sulle spese elettorali, sforando il tetto di oltre mezzo milione nella campagna che nel 2020 ha portato Brugnaro a Ca’ Farsetti per il secondo mandato.
Nell’udienza di metà maggio, davanti alla giudice Lea Acampora, erano arrivate le eccezioni preliminari delle difese - gli avvocati Alberto Berardi, Alessandro Rampinelli e Giulia Ranzato - relative alle modifiche in corsa (come errore materiale) da parte della procura del capo di imputazione nei riguardi Adriano Giuge - ex mandatario elettorale e firmatario del rendiconto delle spese della campagna di Brugnaro - al quale era stato contestato sulla carta il reato di falso in atto pubblico commesso da privato, quando per l’accusa lui agiva in funzione di pubblico ufficiale (479 del codice penale).
«Non è assolutamente così», aveva spiegato l’avvocato Alberto Berardi, «si tratta di un’errata qualificazione del reato e ho chiesto al giudice di ordinare il ripristino. E ho anche eccepito che non si può andare all’udienza preliminare, ma dev’essere fatta la citazione diretta».
Se si modifica il capo di imputazione - «al massimo è un falso in certificato», per le difese - i reati dovrebbero tornare a citazione diretta. Oggi la giudice, se accoglierà le posizioni della difesa, restituirà gli atti ai pubblici ministeri Terzo, Baccaglin e Villan. In caso contrario comincerà la discussione nel merito.
La procura contesta a vario titolo a Luigi Brugnaro, all’ex capo di gabinetto Morris Ceron nella sua veste di legale rappresentante di Un’Impresa in Comune, a Stefano Schiavon in rappresentanza dell’associazione Venezia 20-25, all’amministratore delegato di Umana Giuseppe Venier e al dirigente Walter Bianchi il finanziamento illecito della lista fucsia “Luigi Brugnaro Sindaco”. Per la Procura, i fondi sarebbero stati stanziati «in modo occulto e ampiamente eccedente i limiti delle spese elettorali previsti per i candidati sindaco e relative liste, rispettivamente 330 mila euro e 205 mila, in base alla legge 96/2012».
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