Dalle bonifiche ai fanghi, dal Mose al traffico portuale

Il presidente ha indicato i punti sui quali gli industriali chiedono un rapporto con il nuovo ministro delle Infrastrutture Ci sono anche le crociere

Bonifiche, protocollo fanghi, grandi navi, Mose e traffico portuale. Sono le priorità che, secondo il presidente di Confindustria Venezia, Vincenzo Marinese, si trova oggi ad affrontare il territorio metropolitano lagunare. Cinque punti sui quali gli industriali chiedono al ministero delle Infrastrutture di essere coinvolti.

«Al governo e al ministro De Micheli chiedo di ascoltare il territorio», ha detto durante il dibattito con il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Andrea Martella, «con coloro che ogni giorno affrontano i problemi».

Per Marinese sono più d’uno i nodi al pettine nel settore delle infrastrutture veneziane. Le acque di falda, ad esempio, da considerare non più come scavi da bonificare quanto piuttosto come rischio idraulico. E poi l’attesa per l’approvazione del nuovo protocollo fanghi, insieme a uno snellimento delle procedure burocratiche.

E ancora le grandi navi: «C’è un malinteso da risolvere quanto prima», le parole di Marinese, «va bene eliminare le crociere da San Marco ma poi c’è un terminal alternativo da identificare. E lo scavo del canale Vittorio Emanuele è fondamentale». Un’opera che, per il presidente degli industriali veneziani, si lega a doppia mandata con il Mose: «Ci auguriamo funzioni, ma se si blocca il Vittorio Emanuele è la nostra via di fuga».

Infine, i rapporti tra Provveditorato e Porto a tutela delle attività produttive: «Non dimentichiamoci che quest’anno il Porto ha perso l’8% di traffico, un danno per tutti», ha detto a proposito della riduzione del pescaggio nel canale dei petroli.

Durante l’incontro nelle sede di Confindustria, c’è spazio anche per qualche battuta sulla Legge finanziaria in via di approvazione dal Parlamento. Marinese ha espresso ancora una volta le critiche degli industriali alla Plastic tax: «In ballo c’è la cultura industriale», ha detto, «e questo provoca segnali di incertezza ai mercati». Infine, una previsione sulla durata dell’alleanza Pd-M5S-Leu-Iv: “Se dura il governo? Secondo me, no», ha sorriso, «sono anime diverse, il banco di prova saranno le regionali in Emilia e poi le contrapposizioni interne sono così profonde che difficilmente i partiti vorranno perdere la propria dignità». —

E.P.

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