Crisi nel gruppo Cittadini non distratti: «E’ entrata la politica, io mi chiamo fuori»
Gianni Dei Rossi ha registrato nome e logo del gruppo: «Avevamo sempre respinto le richieste di candidatura. Con la Poli è cambiata linea. E poi basta con i social»

«Ora basta, me ne vado». Gianni Dei Rossi è categorico e non lascia spazio a nessun ripensamento: molla il gruppo dei Cittadini non distratti, rete che aveva fondato negli anni Novanta quando in piazza San Marco si erano iniziati a vedere i primi borseggi. E se nel 2016 un infarto lo costrinse a rallentare il suo impegno sul fronte del contrasto ai pickpocket, ora prende le distanze e, cahiers de doléances alla mano, spiega le proprie ragioni: «Nei Non distratti è entrata la politica, ed io non ci sto», va dritto al punto, «Siamo nati come un gruppo genuino, formato da persone senza voglie di protagonismo e con idee politiche diversissime. C’era chi era simpatizzante di Rifondazione Comunista, chi del Msi, chi della Lega: io all'epoca tifavo per i Radicali. Nessuno parlava di politica, eravamo tutti impegnati a contrastare i borseggi. Ad ogni elezione molti partiti ci contattavano per chiederci di candidare un nostro affiliato e nessuno di noi ha mai pensato di farlo».
Il punto di rottura, per il pittore lidense Dei Rossi, arriva nel 2016: i suoi problemi di salute lo costrinsero a farsi da parte e, parallelamente, entrarono nel gruppo nuovi membri che diedero un taglio diverso all’attività. «Il mio timore», aggiunge, «che poi si è rivelato esatto, era che qualcuno desse un indirizzo politico a un'iniziativa che ne era sempre rimasta fuori. Come spesso accade, facciamo fatica a non sporcare quello che è pulito».
Nel 2019 Dei Rossi registra il nome e il logo del gruppo, «per tutelarlo visto che un anno prima una persona, poi allontanata, si era autoproclamata presidente. Purtroppo non ero in condizione di seguire il nuovo gruppo che si stava formando e si è avverato ciò che temevo: il nome, di cui sono titolare, continua a essere usato sui social anche per promozione politica, mancando di rispetto alla natura originaria del movimento e tradendone lo spirito civico».
A suscitare più di qualche fastidio, l’elezione di Monica Poli in consiglio comunale, in lista con la Lega e poi passata al gruppo misto. «Ai vertici del gruppo c’è lei», conferma il lidense, «si muove come meglio ritiene ma deve usare il suo nome, non il nostro. Glielo avevo già detto, ma non mi ha ascoltato: voleva fare politica ed è andata avanti per la sua strada».
Non è solo questo a lasciare l’amaro in bocca a Dei Rossi, ma anche la deriva aggressiva che ha preso il contrasto ai pickpocket, anche attraverso i social. «Vedo troppa violenza, basti pensare alla veneziana picchiata qualche giorno fa in strada Nuova, ma anche agli youtuber del degrado che arrivano in città per cercare like. I Non distratti erano altro: noi volevamo solo tutelare Venezia, non rincorrere visualizzazioni e successo».
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