Cresce il cluster Covid, Zoggia predica prudenza

Il sindaco: «Attendiamo gli approfondimenti degli esperti prima di dire che il contagio è partito dalla nostra località»
Giovanni Cagnassi

JESOLO

«Non è assolutamente certo che i 13 casi di Covid nel Trevigiano (ieri saliti a 16, ndr) siano stati contagiati a Jesolo». Il sindaco della città balneare Valerio Zoggia chiede di attendere dati certi sui tracciamenti del gruppo che avrebbe partecipato al party incriminato sul litorale. Ma il nome di Jesolo è già tornato sotto i riflettori per il Covid dopo la festa privata sul litorale cui hanno partecipato dei giovani tra i 17 e i 20 anni, non vaccinati. Ne è nato un focolaio di Coronavirus di cui riferiamo anche nel pezzo a pagina 29. Torna l’ombra dei contagi in una città che ha ospitato uno dei più efficienti Covid hospital del Veneto, chiuso da pochi mesi, con centinaia di ricoverati in Malattie infettive e Terapia intensiva, e purtroppo anche tanti morti.

Ora il timore è di essere davanti alla variante Delta che si trasmette rapidamente. Va precisato che alcuni dei giovani che hanno partecipato alla festa di Jesolo erano stati anche a un compleanno in un locale in centro a Treviso. Altri hanno preso parte a un torneo di calcio e ad altri eventi con giovani nella Marca. Il direttore generale dell’Usl di Treviso Francesco Benazzi ha preso come esempio la festa a Jesolo, considerandola un caso emblematico con tante persone in ambiente chiuso e non vaccinate, senza mascherina e distanziamento. Uno degli episodi più seri per il rischio di contagio.

«Ci attendiamo ulteriori approfondimenti degli esperti», dice Zoggia, «Almeno prima di indicare Jesolo come il luogo del contagio certo. I ragazzi hanno partecipato a numerosi altri eventi e feste nel Trevigiano e quindi non è detto che tutto sia partito da qui, ma ci potrebbe anche essere arrivato».

A Jesolo il dibattito è aperto proprio su feste ed eventi privati a seguito della chiusura delle discoteche. I gestori dei locali, tra cui Tito Pinton del Muretto, hanno messo in guardia contro feste e rave abusivi e lo stesso ha fatto il Silb Confcommercio con il presidente provinciale Franco Polato. I ragazzi si ritrovano in strade e piazze, ma anche a feste abusive o comunque fuori controllo. In discoteca sarebbero possibili un tracciamento e l’ingresso solo con tamponi e vaccinazioni effettuate. E potrebbero essere utilizzati i locali della notte come luogo di sensibilizzazione dei giovani alla vaccinazione ed al rispetto dei protocolli, oltre che per il tracciamento. Si potrebbero addirittura vaccinare i ragazzi all’esterno delle discoteche. Ma per il momento non si parla ancora di aperture certe.

«La festa a Jesolo», commenta il delegato al turismo di Confapi a Jesolo, Roberto Dal Cin, «è un episodio su cui i medici faranno chiarezza con esami specifici. Ma noi siamo schierati con chi si batte per la riapertura dei locali nel rispetto dei protocolli. I locali della notte vanno riaperti e trasformati in luoghi in cui sia possibile entrare in sicurezza e tracciare i giovani che oggi potrebbero essere il veicoli principale di trasmissione del virus. E, perché no, anche vaccinarli prima di entrare». —

Giovanni Cagnassi

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