Costumi vietati nei centri balneari: le norme sul decoro dividono i Comuni

Cavallino mette i cartelli di divieto e multe fino a 500 euro. A Chioggia firmata un’ordinanza contro i torsonudisti. De Zotti, sindaco di Jesolo: «Ci affidiamo al buon senso degli ospiti»

Giovanni Cagnassi, Elisabetta B. Anzoletti
Turisti a torso nudo a Jesolo
Turisti a torso nudo a Jesolo

Buon senso e un po' di stile, ma niente ordinanza specifica per vietare di girare in città in costume da bagno. L'amministrazione comunale di Jesolo si affida all'"autoregolamentazione" degli ospiti perchè non esagerino anche se il dibattito è iniziato anche quest'anno.

Se Cavallino Treporti chiude espressamente le porte a ragazze in tanga o giovani a torso nudo, annuncia cartellonistica specifica e controlli, Jesolo predilige la linea morbida e anche quest'anno il sindaco, Christofer De Zotti, non cede alle pressioni che pure stanno arrivando.

Roberto Dal Cin
Roberto Dal Cin

Jesolo è pur sempre la città del divertimento, delle discoteche e della nightlife sul litorale.

«Non esiste un'emergenza costume da bagno», premette il sindaco De Zotti sereno, «non ravvisiamo situazioni al limite e di questo abbiamo parlato anche con le categorie. Riteniamo che i nostri ospiti sappiano comunque valutare dove fermarsi, mentre ogni operatore potrà decidere se consentire o meno l'ingresso a persone discinte nei loro locali».

Già diversi lo hanno fatto, come Roberto Dal Cin, presidente Confapi turismo e titolare della enoteca letteraria La Corte dei Baroni in via Foscolo: lui mette a disposizione una maglietta ai clienti che arrivano in costume.

«Da noi non si entra in costume da bagno», precisa, «e chi lo fa è invitato espressamente a vestirsi, altrimenti la maglietta gliela diamo noi».

Ma il presidente di Confcommercio del mandamento, Angelo Faloppa, appare più in apprensione. «Abbiamo notato che quest'anno a Jesolo molti stanno girando in costume», ricorda, «Bene ha fatto la sindaca di Cavallino Roberta Nesto a puntare sulla cartellonistica e futuri controlli. Per gli anni a venire dovremo considerare anche qui un'ordinanza che è in vigore in diverse altre località, come la vicina Caorle e tante altre in Italia».

Il presidente dell'Aja, Pierfrancesco Contarini, è sulla linea del sindaco: «Imporre determinate condotte in una località balneare come Jesolo non è facile. Non riteniamo effettivamente che la situazione sia preoccupante e, a parte qualche caso in certe zone del lido, questa pratica non è particolarmente diffusa».

A Cavallino Treporti la discussione è aperta. «Su questo provvedimento, va detto, meglio tardi che mai», dice Gianluigi Bergamo.

«L'ordinanza esiste da anni, ma finora è rimasta sostanzialmente lettera morta. Se però il Comune intende installare una nuova cartellonistica informativa, perché il costo deve ricadere interamente sui cittadini? Si parla di cartelli che possono costare alcune centinaia di euro ciascuno. Considerato che sono rivolti principalmente ai turisti, non sarebbe più logico coinvolgere economicamente le associazioni di categoria e le strutture ricettive che vivono proprio di turismo, come Assocamping e gli operatori del settore? Chi trae beneficio dall'accoglienza turistica potrebbe contribuire anche alla comunicazione delle regole che aiutano a mantenere decoroso il territorio. Il rispetto degli spazi pubblici è un dovere di tutti. Anche la corretta gestione delle risorse pubbliche dovrebbe esserlo».

Cavallino, vietato il costume in città: multe fino a 500 euro per chi non rispetta il decoro
Costume vietato a Cavallino Treporti

Tolleranza zero è stata annunciata anche dal sindaco di Chioggia: stop al vetro e lattine, stop ai torsonudisti e stop al parcheggio selvaggio di bici e moto.

L’amministrazione di Chioggia nelle ultime settimane ha deciso di dare un giro di vite ai comportamenti troppo disinvolti per garantire il pieno decoro nel centro città.

Tre le ordinanze firmate dal sindaco Mauro Armelao che vanno nella medesima direzione di offrire a residenti e turisti una località accogliente, sicura e decorosa.

«Non c’è l’obiettivo di fare cassa», spiega il sindaco, «ma aiutare anche chi per natura non riesce a tenere comportamenti civili a farlo, nel rispetto degli altri e della città. I vigili che vedranno persone al di fuori della spiaggia circolare in bikini o a torso nudo, li inviteranno a indossare una maglia, non procederanno con la sanzione. Per il vetro e le lattine sono stato costretto a firmare l’ordinanza per vietarne il consumo negli spazi pubblici del centro e nei luoghi della movida per motivi di sicurezza, ma anche di decoro. Sono stanco di vedere scie per terra di bottiglie rotte e di lattina lasciate da chi fa festa e non si prende nemmeno la briga di raggiungere un cestino per buttarle via. A breve aggiungerò anche l'arenile come zona vietata. Sulle bici abbiamo già fatto diversi servizi di controllo, multe e sequestri: esistono spazi appositi per il parcheggio e non si può più tollerare che vengano lasciate sopra i marciapiedi o in mezzo alle piazze pedonali causando intralcio e un'immagine caotica».

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