Costruire con le nuove tecnologie, al via un corso a Mestre

Promosso dall’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Venezia, insieme a Fondazione APPC di Venezia e Fablab Venezia. Primo incontro giovedì 5 marzo in calle Legrenzi

Mitia Chiarin

A Mestre nasce il primo programma italiano dedicato alle nuove tecnologie per l’architettura e le costruzioni. Si chiama FastFwdArchitecture 2026 ed è promosso dall’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Venezia, insieme a Fondazione APPC di Venezia e Fablab Venezia.

Il percorso prenderà il via giovedì 5 marzo 2026 dalle 16 alle 18, con un seminario introduttivo nella sede di Fablab Venezia, in Calle Legrenzi 35 a Mestre. Un incontro di presentazione dedicato agli approcci per un nuovo modo di pensare e costruire in architettura: dalle soluzioni avanzate per il cantiere innovativo alla progettazione parametrica e sostenibile, fino ai nuovi processi a servizio del restauro. Tra marzo e giugno gli altri incontri con masterclass, laboratori pratici di co-design, casi studio e una visita aziendale presso WASP, realtà leader nella stampa 3D architettonica con materiali sostenibili. A luglio il finale con la restituzione al pubblico del lavoro. Tra gli ospiti figurano l’architetto anglo-francese Arthur Mamou-Mani, Karen Antorveza Paez, ricercatrice presso l’ETH di Zurigo, e numerosi professionisti ed esperti del territorio.
 

«Questo progetto – raccontano dall’Ordine - nasce dalla necessità di affrontare l’architettura con un pensiero laterale, partendo da punti di vista che apparentemente sembrano lontani, ma che in realtà contribuiscono a dare valore sociale e identitario ai nostri spazi. L’obiettivo è costruire città che curino le persone, garantendo qualità e bellezza come diritti di tutti. Farlo insieme a Fablab significa costruire rapporti con la città per la città, attraverso una realtà professionale altamente qualificata e proiettata verso il futuro, capace di generare visioni progettuali articolate». Antonio Girello, presidente della Fondazione spiega che si tratta di un «progetto che unisce innovazione tecnologica, sostenibilità e ricerca applicata. La formazione continua è fondamentale per far crescere una comunità professionale pronta ad affrontare le sfide del futuro e a valorizzare la città come spazio condiviso e partecipativo. Crediamo che iniziative come questa siano essenziali per costruire un’architettura che sia contemporaneamente creativa, responsabile e vicina ai cittadini». 

Il progetto è supportato dalla Rete Innovativa Regionale Venetian Green Building Cluster e da Restauri Generali Veneziani.

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