Contraffazione senza limiti In testa mascherine e cibo

In un anno sequestrati oltre quattro milioni di protezioni prive di certificazione Scoperto anche un milione di chili di prodotti alimentari senza garanzia sanitaria
Carlo Mion

/ venezia

I numeri sono impressionanti. Cifre a sei zeri per raccontare gli enormi quantitativi di prodotti e merce contraffatti o pericolosi per la salute del consumatore. Sequestrati dalla Guardia di finanza del comando provinciale di Venezia. La città storica e le spiagge del litorale veneziano sono tra le piazze principali, in Italia, del mercato della merce pericolosa e prodotta nei paradisi orientali della contraffazione.

Partendo da un prodotto strettamente collegato alla pandemia da Coronavirus sono eloquenti gli oltre 4 milioni di mascherine non testate e prive qualsiasi certificazione sequestrate lo scorso anno. A maggio, in un solo servizio, i finanzieri hanno sequestrato al porto oltre un milione di mascherine provenienti dalla Cina e sprovviste di certificazione. Erano dirette ad importatore locale che riforniva, con la sua attività, l’Italia del Nord. Fa effetto anche la cifra che riguarda il sequestro di generi alimentari, pesce, alimenti già cotti e carte. In questo caso si supera il milione di chili di prodotti tolti dal mercato dell’alimentazione perché sprovvisti di qualsiasi garanzia sanitaria. Fanno il paio con questi alimenti gli oltre 13 mila litri di bevande, alcolici e aceti tolti dal mercato, per gli stessi motivi dei generi alimentari. Sono stati trovati non solo nei negozi etnici, ma pure in ristoranti e bar tradizionali senza dimenticare che spesso il pesce è stato intercettato nella filiera legale mischiato a quello che aveva tutti i crismi per essere messo sui banchi di vendita. Sempre a riguardo del pesce va ricordato che tra quello sequestrato c’erano esemplari di specie tutelate o pescato in acque vietate.

Per il comparto abbigliamento, tessile e oggetti vari, la lista si apre con gli oltre 10mila metri di filati, tessuti e fibre prodotti all’estero e spacciati come Made in Italy. Anche in questo caso la presenza del porto favorisce il transito e di conseguenza il sequestro di questo genere di merce. Se vengono elencati i capi di abbigliamento, le borse, le scarpe, i falsi vetri di Murano, le maschere, gli apparecchi e i congegni elettrici e meccani, i giocattoli, gli occhiali, le sigarette elettroniche e la bigiotteria In genere, i numeri salgono alle stelle e complessivamente arriviamo a quasi 14 milioni di pezzi. Un’enormità. Questo ultimo dato, visto il tipo di oggetti, è legato al turismo giornaliero in città e sulle spiagge.

Spiega il generale Giovanni Salerno, comandante provinciale delle Fiamme Gialle: «I risultati conseguiti testimoniano il costante impegno del Corpo a tutela dell’economia legale e a contrasto di ogni forma di abusivismo e, conseguentemente, la particolare attenzione ai tanti prodotti di uso comune, quali oggetti di bigiotteria, giocattoli, abbigliamento, souvenir, che spesso vengono commercializzati in assenza delle prescritte indicazioni di sicurezza e qualità dei prodotti e, dunque, potenzialmente pericolosi per la salute pubblica - sottolinea il generale Salerno -. Venezia che è una straordinaria attrazione turistica è luogo dove questi prodotti possono essere facilmente venduti, in particolare ai turisti giornalieri. Come del resto avviene, in estate, sulle spiagge del litorale meta annuale di milioni di turisti ». —

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