Consorzio Venezia Nuova, quel bilancio pieno di misteri

A febbraio l’ultimo bilancio: 9 milioni di liquidità, 100 di debiti e partecipazioni persino in centri medici. Eppure nessuno sollevò obiezioni
Interpress/Mazzega Morsego Venezia, 12.10.2013.- Alzo Portelloni MOSE a Porto Lido.-
Interpress/Mazzega Morsego Venezia, 12.10.2013.- Alzo Portelloni MOSE a Porto Lido.-

VENEZIA. Che cosa ci fanno, nei conti del Consorzio Venezia Nuova, quasi nove milioni di liquidità bancaria e postale? E che ci azzecca il Concessionario unico per la salvaguardia di Venezia con il Centro cardiovascolare di Mirano, di cui detiene una piccola quota? Soprattutto, possibile che al 31 dicembre 2011 i dipendenti di questa grande società fossero 181, di cui dodici dirigenti?

L’ultimo bilancio. Il 20 febbraio 2013 il Consorzio Venezia Nuova approva lo stato patrimoniale e il conto economico del 2012, praticamente lo stato di avanzamento di una roba da cinque miliardi di euro, l’equivalente di diecimila miliardi di vecchie lire. Ci sono tutti: dal presidente Giovanni Mazzacurati al vice Alessandro Mazzi, da Piergiorgio Baita a Pio Savioli, da Stefano Tomarelli a Vincenzo Onorato; assistono anche i dirigenti Nicoletta Doni, Valentina Croff, Maria Teresa Brotto, Lucia Dalla Vecchia, l’avvocato Alfredo Biagini. Per approvare i conti basterà mezzora: nessun intervento, votazione all’unanimità. Sarà l’ultimo bilancio a guida Mazzacurati/Baita, i Grandi Corruttori rei confessi.

I conti 2013. Non andrà molto per le lunghe nemmeno l’approvazione dei conti 2013, il 27 febbraio scorso, sotto la guida del nuovo presidente Mauro Fabris: dalle undici a mezzogiorno e dieci. Del resto, sia la società di revisione che il neo eletto Organismo di vigilanza, dicono che (quasi) tutto è a posto. Quest’ultimo, dopo le dimissioni di Lorenzo Quinzi, Nicoletta Doni e Valentina Croff è formato completamente da esterni (Aldo Cappiello, Massino Anitori, Pierluigi Mancuso, Pietro Pennacchi). Che fanno mettere a verbale, a proposito della tempesta giudiziaria che aveva portato in carcere Mazzacurati e Baita: «Si può difficilmente ipotizzare che i soggetti interessati abbiano agito nell’interesse del Consorzio per procurare vantaggio allo stesso». Mazzacurati e Baita avevano già confessato, ma per gli organi del Consorzio - compresa la società di revisione - era tutto a posto.

Lo studio. La nuova governance affida alla società di revisione Mazars spa un approfondito studio del modello organizzativo: gli esperti approfondiscono la verifica dei profili legali inerenti l’operato degli organi societari, l’efficacia dei contratti di fornitura, il sistema di «compliance», il rinnovo dell’organismo di vigilanza.

Le forbici di Fabris. Il direttivo taglia 17,5 milioni di euro di consulenze, affitti, prestazioni di servizi ritenuti non più indispensabili, abbatte del 50% i compensi agli amministratori, decide di spostare la sede legale, revoca a tutti i dirigenti le deleghe affidandole al direttore Hermes Redi.

Il personale. La nuova governance si trova a limare il personale, che tocca il record (183 dipendenti) alla fine del 2011. Adesso sono poco più di 150. A Mazzacurati spetterà una liquidazione da sette milioni di euro.

I conti. Lo stato patrimoniale del Consorzio conteggia il valore della produzione dall’inizio dei lavori del Mose e quindi contabilizza 5,6 miliardi di euro. Il conto economico annuale, invece, registra un fatturato che sfiora i 500 milioni di euro e un pareggio perfetto di bilancio, al netto delle tasse. Rilevante l’esposizione bancaria, così come i depositi liquidi: sono quasi nove milioni di euro a fine 2013.

Area Pagnan. Nel 2012 il Consorzio acquista, per 13 milioni di euro, la cosiddetta Area Pagnan a Marghera «al fine di predisporre un’area, in attesa del completamento del piano Arsenale, per lo stoccaggio paratoie e per l’installazione di tutti gli elementi maschi o delle quattro barriere».

Le partecipazioni. Il Consorzio Venezia Nuova controlla il 51,181% di Thetis spa, capitale sociale 11,2 milioni di euro, iscritta a bilancio a 5,8 milioni di euro. Il 100% di Mose srl, capitale 110 mila euro, iscritta a bilancio a 2,4 milioni di euro (nel 2012 la quota è svalutata di 636 mila euro). Il 2,6% della Esercizio Raccordi Ferroviari di Porto Marghera spa, sede in via della Pila 119 a Marghera. Poi una piccola quota in Vega (lo 0,2%) e lo 0,65% del Centro cardiovascolare Mirano srl (via Macello, 2) iscritta a bilancio a 25 mila euro.

Le fatture Thetis. Dal penultimo bilancio disponibile (2012) il Consorzio Venezia Nuova registra 16,5 milioni di euro di fatture non pagate emesse dalla controllata Thetis, cifra su cui stanno indagato i magistrati.

I debiti. La preoccupazione dei membri del Consorzio è sempre legata all’erogazione dei finanziamenti del Ministero delle Infrastrutture. Per questo, negli ultimi due anni è costretto a ricorrere al mercato bancario. Nel febbraio 2012 delibera l’aumento del mutuo da 100 a 104 milioni di euro, apre un contratto con Cassa Depositi e Prestiti di 106 milioni, accende un finanziamento di 75 milioni ponte con Banca Nazionale del Lavoro. Più recentemente attinge a un prestito Bei per 45 milioni di euro per far fronte alle esigenze di cassa 2013. E il 13 febbraio scorso ancora la Bei mette a disposizione altri 200 milioni di euro.

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