Confini aree portuali via libera in Consiglio proteste dei residenti

Striscioni contro lo spostamento del mercato ittico ai Saloni Penzo (Pd): «Accordo approvato senza alcun dibattito» 



Incuranti delle proteste in sala consigliare, dove una quarantina di residenti hanno fermamente espresso il loro dissenso allo spostamento del mercato ittico dall’attuale isola dei Cantieri all’isola dei Saloni, srotolando striscioni di protesta e distribuendo volantini con l’oggetto della protesta, la maggioranza a 5 Stelle tira dritta per la sua strada.

Così, dopo aver respinto l’ipotesi, formulata dall’ex sindaco Giuseppe Casson, di riscrivere il testo della delibera per poter scorporare le aree destinate all’Autorità Portuale dalle aree di interscambio porto-città e quindi di rinviare la questione al consiglio successivo, è stato approvato l’ordine del giorno e quindi la delibera, con le opposizioni che ormai, in segno di protesta e dopo tre ore di discussione, erano uscite dall’aula. Eppure durante la discussione c’era stato anche qualche scambio di opinione tra i residenti presenti al consiglio ed il capogruppo pentastellato Paolo Bonfà, con l’assessora ai lavori pubblici Alessandra Penzo che ha continuato a ribadire che non era in discussione in quella sede il passaggio del mercato ittico ai Saloni ma solamente l’accordo raggiunto con l’Autorità Portuale sulla gestione delle aree di interscambio porto-città.

«Veniamo accusati ingiustamente», commenta Bonfà, «di poca trasparenza e di non avere il coraggio politico di dire che, verificata la possibilità di realizzare una doppia viabilità che risolva il problema di una viabilità promiscua tra operatori ittici e residenti dei Saloni e di Punta Poli, la nostra scelta è di collocare il mercato ittico ai Saloni al posto dell’ex cementificio».

Insomma l’idea grillina, definita coraggiosa dai consiglieri di maggioranza, è piuttosto chiara, anche se ci vorrà parecchio tempo.Il Pd con la consigliera Barbara Penzo parla apertamente di mancato coinvolgimento di tutto il consiglio. «Avrei voluto», dice, «essere stata messa nella condizione di votare un atto di questa importanza, una scelta strategica per la città. Invece la maggioranza ha costruito questo accordo in pochi mesi, senza alcun dibattito pubblico. Preoccupante la decisione di non sospendere l’atto per una più accurata valutazione e partecipazione cittadina». —



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