Confermati 20 anni all’assassino di Mariarca

Triplicati ieri in Appello i risarcimenti ai parenti della 38enne uccisa dall’ex marito con tre coltellate all’alba del 23 luglio 2017



Confermati in Appello i vent’anni di reclusione per Antonio Ascione il pizzaiolo che nell’estate del 2018, uccise a coltellate la ex moglie Mariarca Mennella a Musile di Piave . I giudici hanno triplicato il risarcimento (520 mila euro) che l’uomo deve dare ai due figli, alle due sorelle e alla madre della vittima. Soldi che non vedranno mai in quanto il pizzaiolo certo non possiede. Soddisfatto l’avvocato Giorgio Pietramala, difensore di fiducia dell’imputato, che temeva un aumento di pena in quanto, durante il dibattimento il pg aveva chiesto trent’anni di reclusione. In primo grado il pm del resto aveva chiesto l’ergastolo.

Maria Archetta Mennella, per tutti Mariarca, aveva 38 anni quando il 23 luglio 2017 è stata uccisa dall’ex marito Antonio Ascione, pizzaiolo che oggi ha 46 anni. La donna lavorava come commessa in un negozio all’Outlet di Noventa. I due vivevano oramai separati e lei aveva iniziato una nuova relazione con un altro uomo.

È l’alba del 23 luglio 2017, nell’appartamento di Musile dormono (in letti separati)

Mariarca Mennella e Antonio Ascione. L’ex marito manda alla 38enne un messaggino: «Sarò pure stancante per te, ma non mi arrendo. Ci voglio provare. Andrò in capo al mondo se vuoi. Ma per favore ridammi la mano. Ravviviamo quel sogno». Pochi minuti prima delle sette dello stesso giorno, Ascione chiama il 112 : «Senti, ho ucciso mia moglie, se potete venire per favore. Chiama l’ambulanza perché respira ancora... poco. Tre coltellate». Tempo di riattaccare la telefonata con il 112 e Ascione chiama, con il telefono di Mariarca, il datore di lavoro della donna, commessa in un negozio dell’Outlet di Noventa. Si presenta come l’ex e chiarisce perché l’ha uccisa: «Andava appresso ai mucciusi». Ovvero a due giovani colleghi di lavoro, con uno dei quali Mariarca aveva una relazione. I due erano separati dal 2016. Il 4 ottobre del 2017, la condanna di Ascione a 20 anni in abbreviato (e quindi con lo sconto di un terzo della pena) per omicidio volontario aggravato dal fatto di aver ucciso la coniuge e dalla minorata difesa. Il pm Raffaele Incardona aveva chiesto l’ergastolo.

Mariarca è stata colpita da tre coltellate profonde al torace e due superficiali mentre era stesa a letto, appena sveglia. Ascione era arrivato nel Veneziano a fine giugno 2017, andando poi ad abitare dalla ex. Scrive il giudice che «La visione diversa che i coniugi avevano della loro relazione è l’origine o la causa delle tensioni» sfociate prima nella minaccia della donna con un coltello il 18 luglio, e il 23 nell’omicidio. —



Riproduzione riservata © La Nuova Venezia