Salvagno torna alla politica e si candida con Venezia è tua

Dopo l’ultimo incarico da presidente di Sifa, l’ex socialista di nuovo in campo per le comunali con la lista dell’ex sindaco Ugo Bergamo: «Venturini è una persona corretta ma doveva prendere le distanze da Brugnaro»

Mitia Chiarin
Vittorio Salvagno
Vittorio Salvagno

Nelle fila di “Venezia è tua”, la lista dell’ex sindaco Ugo Bergamo, alleata con la coalizione di centrosinistra che sostiene Andrea Martella, c’è anche un inatteso ritorno alla politica attiva.

Quello di Vittorio Salvagno, 76 anni, figura chiave della “famiglia politica” dei socialisti, vicinissimo a Gianni De Michelis. Oggi che è pensionato torna in corsa. «Perché lo faccio? Perché sono convinto che la città viva un momento decisamente delicato. E che il mio contributo possa aiutare i giovani ad avvicinarsi alla politica. Noi con la politica siamo cresciuti, si andava a sentire i consigli comunali per ascoltare Gianni Pellicani o Visentini. Altri tempi. Oggi serve dare una mano perché il nostro Comune è davvero messo maluccio», spiega. Salvagno si augura di risentire n consiglio comunale i toni alti della politica di quando era ragazzo Conosce bene Andrea Martella e Simone Venturini.

«Venturini, persona corretta, ma cui avevo suggerito di prendere le dovute distanze dall’amministrazione precedente», rivela. Nel ’93, da assessore, Salvagno non ebbe alcun timore di far cadere la giunta Bergamo, aprendo così la strada alle giunte Cacciari.

«Cambiare è giusto e doveroso. Purtroppo oggi il livello della politica è ai minimi termini», aggiunge.

Due volte assessore, anche all’Urbanistica; segretario della Federazione veneziana del Psi; manager di nelle aziende della galassia di Veritas, da Ecoricicli fino alla presidenza del Sifa. Da alcuni mesi è in pensione e da abile tessitore di alleanze aiuta l’amico Bergamo nella lista di “Venezia è tua”.

«Lo ringrazio per la passione di partecipare alla campagna elettorale», dice Bergamo. Il suo è un «valore che rimane ancora intatto e con la capacità di essere anche un faro per le generazioni future essendo entrambi stanchi di vedere come è stato rovinato il Comune». Lui ringrazia. «Meno interessi e più valori. Per me è un dovere dare il mio contributo. Credo che in una fase così delicata per il nostro Comune la mia esperienza possa essere utile per fare rinascere e crescere la nostra città e con Venezia è Tua ho trovato quel senso di civismo che da tanto mancava. Ora è necessario, come pensa anche Ugo, che chi come me nel suo piccolo ha contribuito al bene di questa città scenda in campo per restituire a Venezia quello che oggi sta venendo a mancare soprattutto per le generazioni future».

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