Cocaina nascosta nel caffè barista patteggia un anno

La cocaina era nascosta nella scatola delle cialde del caffè. Un posto ritenuto sicuro da Robert Dajanaj, albanese di 30 anni residente a Quarto d’Altino, titolare di un chiosco di alimentari e souvenir all’arrivo del People Mover, sul piazzale dal lato del Tronchetto. Lo straniero era stato arrestato alla fine di maggio dai militari del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia carabinieri di Mestre, ritenendo che dietro al bancone ci fosse una piccola ma fiorente attività di spaccio di droga, in particolare cocaina. Venerdì il 30enne ha ottenuto l’ok al patteggiamento da parte del giudice monocratico: un anno con sospensione della pena, come concordato tra il rappresentante della Procura e il suo difensore, l’avvocato Stefania Pattarello.

Il blitz era scattato dopo che attorno al chiosco era stata notata la presenza sospetta di varie persone. Durante la perquisizione del negozio, svolta con l’ausilio dell’unità cinofila della polizia locale di Venezia, i carabinieri avevano trovato le dosi di cocaina già preparate e sistemate negli scatoloni delle cialde del caffè: in tutto 14,5 grammi suddivisi in 11 dosi già pronte. Nel registratore di cassa erano stati rinvenuti quasi mille euro, ritenuti il provento dell’attività di spaccio trattandosi di una somma sproporzionata rispetto al volume d’affari dell’attività, così come ricostruito attraverso gli scontrini. Nel corso della perquisizione i carabinieri avevano trovato anche il kit dello spacciatore al dettaglio, oltre che cellulari dedicati e una contabilità parallela con l’indicazione di soprannomi.

La prima proposta di patteggiamento a 8 mesi formulata subito dopo l’arresto era stata respinta. Ieri l’avvallo del giudice su una pena di 4 mesi più alta. —

Ru.B.

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia