Commesse aggredite alla Botega Cipriani, il patron Arrigo: «Sindaco e assessora in silenzio»

La presa di posizione di Arrigo Cipriani dopo l’aggressione da parte delle pickpocket nei confronti della manager della Botega Cipriani in Frezzeria e di una commessa: «Crediamo fermamente nella tutela istituzionale e non nella giustizia fai da te»

Maria Ducoli
La Botega di Arrigo a Venezia chiusa dopo l'aggressione
La Botega di Arrigo a Venezia chiusa dopo l'aggressione

Commesse aggredite alla Botega Cipriani, il titolare rammaricato per il silenzio delle istituzioni sull’episodio dello scorso sabato a San Marco.
«Ringraziamo le tante persone che ci hanno manifestato vicinanza e affetto», esordisce Arrigo Cipriani, «Ci rammarichiamo, invece, per il silenzio totale delle istituzioni locali nella figura del sindaco e dell’assessora alla sicurezza. Ci teniamo a dire che il negozio non è chiuso per paura, ma per la necessita di avere garanzie di tutela dei cittadini e dei lavoratori. Abbiamo pertanto ufficialmente chiesto un incontro con sindaco, assessore alla sicurezza e prefetto poiché crediamo fermamente nella tutela istituzionale e non nella giustizia fai da te».

Venezia, commessa e manager aggredite da sei borseggiatrici: negozio chiuso per protesta
Il cartello affisso alla porta d'entrata del negozio

Il commento arriva a negozio chiuso e vetrina illuminata, su cui dallo scorso sabato troneggia il cartello “Chiuso per aggressione”.

La violenza delle pickpocket è costata un dente spaccato e un dito fratturato a una delle due dipendenti di Cipriani. La manager ha rimediato, invece, una caviglia gonfia, contusioni di vario genere e un braccio dolorante, oltre a un attacco di panico molto forte. Otto giorni di prognosi per lei.

Nei giorni successivi, i commercianti della Frezzaria hanno sollevato il tema della sicurezza in quella zona, in scacco ai borseggi: una situazione che, dicono, va avanti da anni ed è solo peggiorata, complice il vuoto normativo e l’assenza politica.

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