«Ci svegliamo un’ora prima è diventata un’agonia continua»
il racconto
La sveglia puntata un’ora prima. Il gps alla ricerca di percorsi alternativi. L’ipotesi, percorribile per pochissimi, del treno. Da un mese sono queste le opzioni che i pendolari a nord e sud del ponte sul Brenta devono valutare prima di mettersi in viaggio. Un mese di code continue, a tutti gli orari. Venticinque minuti per passare il ponte, un’ora per andare da Sant’Anna a Chioggia e viceversa. Quando va male il serpentone raggiunge Cavanella per chi arriva da sud e l’incrocio di Valli per chi arriva da Venezia.
«Faccio il ponte quattro volte al giorno», racconta un residente di Ca’ Lino che lavora a Sottomarina, «è diventata un’agonia continua. So quando parto, ma non so quando arrivo, tutti i giorni e da un mese. Oltre allo stress di code interminabili c’è la continua paura perché il rosso non viene rispettato e c’è sempre qualche furbo che passa ben oltre il tempo concesso, anche con il camion. Mai visti così tanti camion su questo tratto come nell’ultimo mese».
C’è chi alla coda non si arrende e cerca qualsiasi pertugio per evitare il ponte. Qualcuno si avventura per Canal di Valle, anche percorrendo l’ultimo tratto controsenso. Altri deviano sull’Arzerone o passano per Cavana, percorrendo chilometri in più pur di non rimanere fermi a attendere un numero sempre incerto da prevedere di semafori.
«Devo fare una visita a Porto Viro partendo da Valli», racconta una giovane mamma, «in tempi normali sarebbe bastata un’oretta. Con questo cantiere partirò due ore e mezzo prima dell’appuntamento. In orario di punta impiego mezz’ora solo per il tratto Valli-Chioggia, per effetto dei lavori, ma dovendo oltrepassare il cantiere, mi servirà un’altra mezz’ora per il tratto Chioggia-Brondolo, e poi tutto il resto della strada con le solite incognite della Romea. Che poi guardando le foto che ritraggono i lavori sulla campata del ponte (praticamente ridotta a metà) fa impressione anche passarci sopra».
L’ipotesi del treno, caldeggiata dal sindaco Alessandro Ferro per evitare le code, è in realtà un miraggio per pochissimi stante la scarse frequenza delle corse e il limite geografico della tratta. —
e.b.a.
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