Christofer De Zotti per il dopo Zoggia «Noi siamo già al lavoro»

G.ca.

JESOLO

Un paio di giorni dopo Salvini a Jesolo, in piazza Marconi, c’era lui, Christofer De Zotti con il suo gazebo a salutare la gente e parlare di politica in pieno clima estivo. Il giovane albergatore e consigliere comunale è l’uomo da battere in questa fase. Grande successo, entusiasmo e partecipazione per la lista civica “Jesolo Bene Comune e Fratelli d’Italia Jesolo” ora ufficialmente accostate, che hanno realizzato un doppio gazebo congiunto al motto di “Il nostro impegno non va in vacanza!”.

De Zotti è stato sostanzialmente incoronato primo e vero candidato sindaco di Jesolo dal suo popolo che lo ha attorniato intravedendo in lui il futuro. Ci sono sempre le colonne Lucas Pavanetto, Andrea Tomei e tanti altri che sono stati sempre i suoi palafrenieri. «Contro la leggenda che vorrebbe la politica andare in vacanza d’estate a Jesolo» ha commentato «noi abbiamo invece voluto dare un messaggio opposto e positivo. Dal 2012 con costanza e passione portiamo avanti il nostro impegno per Jesolo, giorno dopo giorno e con coerenza. La quantità di jesolani che si stanno avvicinando a noi ne è la testimonianza. Dopo mesi di sofferenza e sacrificio vogliamo tornare a fare la politica come piace a noi: in mezzo alla gente. Dialogo e partecipazione sono i principi che guideranno il nostro percorso da qui alle elezioni amministrative del 2022 per cui noi siamo già al lavoro».

Una cosa è certa, la macchina organizzativa di De Zotti, figlio del noto Amorino, ex presidente Apt e consigliere comunale, è partita con un certo anticipo. Christofer è stato indicato spesso quale “delfino” di Valerio Zoggia per un possibile futuro politico insieme una volta terminato il secondo e ultimo mandato del sindaco. Ma la storia ha seguito altre strade e De Zotti si è trovato a fare opposizione, prendendo bene le distanze da certe indicazioni premature. Oggi anche gli indipendentisti di Fabrizio Dal Col sono pronti a fare due chiacchiere con De Zotti. —

G.Ca.

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia