Chiusura del cracking I sindacati divisi su strategie da seguire

Alessandro Abbadir

«Come Femca Cisl rivendichiamo il coinvolgimento sulla gestione della transizione che Versalis intende fare a Porto Marghera in merito ai 7 progetti presentati in un incontro lo scorso marzo». A spiegarlo è il segretario metropolitano Giuseppe Callegaro, che ha scritto una lettera aperta ai lavoratori Versalis dopo l'assemblea che si è tenuta giovedì nel capannone del Petrochimico a Marghera.

Durante l'assemblea a cui hanno partecipato i segretari nazionali dei chimici, erano emerse diversità di vedute fra Cgil e Uil e la Cisl metropolitana. Per la Femca Cisl è opportuno passare oltre la logica di mero contrasto alla chiusura degli impianti del cracking (stato di agitazione e scioperi). Si deve chiedere piuttosto, se possibile, la messa in stato di conservazione dell'impianto (evitando che si smantelli nei prossimi mesi) e monitorare via via lo stato di avanzamento del piano proposto da Versalis.

«Pretendiamo» spiega Callegaro «che si crei un tavolo permanente tra sindacato e Eni Versalis a Porto Marghera per monitorare la realizzazione di questi nuovi progetti, perché altrimenti corriamo il rischio che a marzo 2022 Eni chiuda il cracking e non si siano avviati i progetti di riconversione annunciati».

«Il compito del sindacato» sottolinea Callegaro «è di garantire il lavoro a tutti i colleghi di Versalis e non solo di Porto Marghera creando nuova occupazione e tentando di mantenere in funzione la chimica di base. Le risorse del Recovery Plan messe a disposizione per la transizione energetica devono rappresentare un momento di rilancio per Porto Marghera martoriata da chiusure e abbandoni». —





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