Chioggia, l’ex monastero assediato da cassonetti e degrado: la denuncia
Il Santa Caterina ospita diversi eventi, ma più di qualcuno fa notare che il contesto poteva essere valorizzato anche all’esterno. «Va fatta qualche considerazione su come sta venendo trattata l’area

Tutto il mondo culturale unito per valorizzare la location di Santa Caterina, ma i rifiuti abbandonati sulla parete esterna compromettono tutti gli sforzi.
Lo fanno notare alcuni residenti e gli organizzatori degli eventi che hanno segnalato la “stonatura”, pubblicando anche alcune foto in cui si vede la teoria di cassonetti e i rifiuti lasciati per terra.
Per il primo anno tutto il calendario degli eventi estivi si è concentrato sul sito storico di recente acquistato e ristrutturato per metterlo a disposizione della città come contenitore culturale. Un appello a cui tutte le associazioni della città hanno risposto con entusiasmo spostando nel cortile di Santa Caterina concerti, reading, commedie e persino la proiezione all’aperto della rassegna Laguna Sud, tradizionalmente ospitata a palazzo Grassi.
La location ha risposto alle aspettative in maniera ottimale, ma a stagione quasi conclusa più di qualcuno fa notare che il contesto poteva essere valorizzato anche all’esterno. «Va fatta qualche considerazione su come sta venendo trattata l’area che circonda Santa Caterina, lasciata nel degrado», spiegano i residenti e gli organizzatori, «il complesso è antico e si sta facendo il possibile per tornare a dargli un valore culturale dopo anni di abbandono. L’impegno che ci stanno mettendo tutte le persone che ne vedono le potenzialità culturali e aggregative viene però a scontrarsi con episodi che possono scoraggiare. Capita spesso, davanti alle porte del complesso, di trovare tutta una serie di oggetti abbandonati: dalle brande alle reti metalliche, da tavolini a scatole di polistirolo. Ci chiediamo perché questo avvenga. Forse infastidisce i vicini che non possono più parcheggiare la macchina di fronte al portone o qualcuno in città che mal tollera la nostra iniziativa di far nascere a Santa Caterina un nuovo centro culturale aperto a tutta la città? Sono piccole angherie da bulletti del quartierino», la denuncia, «compiute nell’oscurità e nell’anonimato. Piccole ripicche di persone immature e rancorose». Un appunto viene fatto anche alla gestione del sistema di raccolta rifiuti.
«La società Veritas è latitante, anche rispetto alla richiesta di spostamento dei bidoni sul lato est, riva mare», aggiungono gli organizzatori, «richiesta fatta per togliere dalla facciata del Monastero il degrado che si è creato negli anni, a cui poi si sono aggiunte le due campane gialle per la raccolta degli indumenti, nemmeno più utilizzate, che stanno cadendo a pezzi e che contribuiscono a dare un’immagine dismessa del contesto. Noi abbiamo una controproposta», avanzano i residenti, «spostare i bidoni in una posizione meno impattante e al loro posto sistemare una rastrelliera per le biciclette. Di certo una scelta più decorosa e anche più funzionale al contesto dato che vi affluiscono centinaia di persone per gli eventi. Il Monastero si augura che queste richieste raggiungano gli enti deputati a decidere e anche chi compie questi gesti poco intelligenti e immaturi».
Lo stesso problema della stonatura dei bidoni in un contesto storico si era generata qualche anno fa, con la lunga fila di contenitori appoggiati alla parete della chiesa di Sant’Andrea, oggetto di ripetute battaglie della parrocchia e di molti residenti infastiditi dalla mancanza di decoro e di rispetto per un luogo sacro. Appelli che hanno portato Comune e Veritas a cercare una soluzione alternativa nei dintorni che creasse meno disturbo visivo.
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