A Chioggia il complesso Coedmar all’asta, si parte da 10 milioni
L’area in Val da Rio era stata corteggiata dal Comune per il mercato ittico. La vendita per pagare tutti i creditori

All’asta gli edifici, i piazzali e le pertinenze della Coedmar in Val da Rio. I beni saranno venduti per rientrare dai debiti che la società ha maturato nei confronti di molti creditori sfruttando la procedura del concordato preventivo, formalizzata dal tribunale di Venezia il 30 maggio 2025. Il bando è stato pubblicato un paio di giorni fa e già stanno arrivando molte richieste di informazioni per partecipare all’asta che si chiuderà l’8 ottobre. Si tratta di un’area importante, di 37.000 metri quadri, che si trova sulla banchina F di via Maestri del Lavoro.
Era stata inserita anche dall’amministrazione comunale tra le location di interesse per il trasferimento del mercato ittico all’ingrosso. Il complesso immobiliare è composto da un edificio principale, adibito a magazzino industriale (di 6.000 metri quadrati), uffici (880 metri quadrati), un secondo edificio adibito a officina meccanica (1. 350 metri quadrati), un’area scoperta asfaltata (29.430 metri quadrati) adibita a parcheggi e un’area di manovra, con zone per stoccaggio, depositi materiali e ambiti pertinenziali alle banchine, una pesa a ponte e banchine approdi lunghe 257 metri.
Dopo l’avvio del concordato i beni sono stati sottoposti a due perizie per valutarne i valori prima di procedere con l’asta. Il prezzo base è stato stimato in 9.960.616 euro. A occuparsi della procedura è Mattia Callegari nominato liquidatore giudiziale dal Tribunale. Quando la Coedmar è entrata in crisi ha chiesto di accedere alla procedura del concordato prevista dalla legge per permettere di far rientrare i creditori delle somme che avanzano. I creditori hanno votato tutti favorevolmente e la pratica è stata inoltrata al tribunale di Venezia che ha omologato il concordato il 30 maggio 2025.
Da quel momento ci sono 18 mesi per procedere con le aste e chiudere il percorso. Il concordato prevede di vendere tutti i beni della società e col ricavato di pagare i creditori in base alle percentuali approvate nel piano di recupero approvato con il concordato. Tra i creditori ci sono privati, ma anche lo Stato e l’Agenzia delle Entrate. I macchinari e i veicoli sono già stati venduti. Ora il liquidatore sta procedendo con il sito di Val da Rio.
«Prima di procedere», spiega Callegari, «abbiamo fatto eseguire due perizie per avere una stima puntuale da cui partire come base d’asta e un’analisi del sottosuolo per escludere presenza di inquinamento. È risultato tutto negativo, pertanto chi compra non dovrà eseguire alcuna bonifica e potrà subito utilizzare il bene. L’area era stata ipotizzata anche come sito per il polo ittico, quindi anche il Comune potrebbe essere interessato a partecipare all’asta». Il termine per le offerte scade il 7 ottobre, la vendita senza incanto si terrà l’8 ottobre alle 16. Le offerte telematiche potranno essere proposte su garavirtuale. it.
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