Veneziani in barca a vela in Grecia salvano un naufrago
La famiglia ha risposto alla chiamata della Capitaneria di porto e ha recuperato un uomo caduto dal gommone su cui viaggiava da solo al largo di Atene: «La vita è fragile tra le onde, non c’è tempo da perdere».

Vacanza marina a lieto fine. Lunedì 3 agosto una famiglia di veneziani in barca a vela nell’Egeo ha salvato un naufrago. L’uomo, un greco sulla cinquantina di nome Dimos, era caduto dal gommone su cui viaggiava da solo al largo di Atene.
Franco Schito, 85 anni della Giudecca, si era da poco mosso da Kythnos, isola a 52 miglia nautiche dal Pireo. Con lui i suoi due figli, di 42 e 44 anni, i nipoti di 8 e 12 anni, e una nuora.
«Subito dopo pranzo abbiamo ripreso la navigazione. C’era un forte vento, 22-25 nodi di meltemi» racconta. «Verso le 14.30 abbiamo ricevuto sul canale 16 del Vhf una chiamata della Capitaneria di porto locale. Ripetevano il nome della barca. Siamo stati intercettati tramite il satellite di bordo per soccorrere un uomo volato in acqua da un gommone di 8 metri in corsa».
Schito riferisce che il naufrago stava facendo una traversata su un natante con due motori da 200 cavalli, quando le onde lo hanno sbalzato. «A vederlo, poi, sembrava un marinaio, ma le condizioni meteo particolarmente avverse lo hanno tratto in inganno. Nonostante dovesse tenersi a galla, è riuscito con il telefonino a contattare la Capitaneria. Noi ci trovavamo a 3 miglia da lui, mezz’ora di viaggio».
La barca salpata dalla Compagnia della vela sull’isola di San Giorgio ha solcato l’Egeo individuando l’uomo in difficoltà ma vigile. «Lo abbiamo chiamato, ci ha incredibilmente risposto, ci siamo fatti dirigere. Uno dei nipoti lo ha visto. Giubbotto salvagente e cima, abbiamo eseguito le operazioni di salvataggio».
Nel frattempo, è arrivato un gommone della Capitaneria di porto. Il naufrago è stato sbarcato a terra, ha ringraziato.
«È la prima volta che mi succede una cosa così eccezionale», confessa Schito emozionato. «Lui fenomenale: ritrovarsi nel mare mosso, mantenere il sangue freddo così. Davvero ammirevole. La legge del mare ha fatto da padrona. Quando vieni messo al corrente di una situazione simile, senza ripensamenti devi intervenire. La vita è fragile tra le onde, non c’è tempo da perdere, questo è l’importante».
Martedì la famiglia veneziana si trovava a Kea, mercoledì in partenza da Atene per rincasare a Venezia. Tutti concordi sulla «vacanza memorabile».
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