Cgil: «Gli affitti a Venezia crescono del 15%, serve un piano casa»
Giordano, segretario del sindacato veneziano, commenta i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate: «Il prezzo medio è di 967 euro, 240 in più rispetto agli altri capoluoghi. La situazione è insostenibile per lavoratori e pensionati con reddito fermo da anni»

Crescono del 15% gli affitti a Venezia e si registra il record di contratti transitori. Ad analizzare la situazione è il segretario generale della Cgil lagunare, Daniele Giordano, in relazione al dibattito e alle audizioni nelle commissioni consiliari di questi giorni.
Secondo i dati forniti dall'Agenzia delle Entrate, sottolinea Giordano, «risulta evidente l'elevata liquidità di un contesto in cui più della metà dei contratti prevedono durate inferiori ai tre anni», osserva, «situazione record nella regione, anche davanti a una città prettamente universitaria come Padova».
Nella città storica le forme più utilizzate di affitto sono quelle a canone libero «e in particolare il canone libero di durata breve rappresenta il 43% del totale». I contratti a canone concordato invece, pur prevedendo agevolazioni fiscali per locatore e locatario, rappresentano solo il 20% del totale.
A Venezia, tra il 2018 e il 2024 i contratti transitori sono rimasti costanti, mentre quelli agevolati per studenti, «più vantaggiosi in termini fiscali rispetto al mercato libero degli affitti» arrivano a raddoppiarsi. La variazione più significativa, prosegue l'analisi Cgil, «è l'aumento dei contratti di affitto per porzioni di alloggio, quasi triplicati nei contratti per studenti».
Quanto costa l’affitto medio a Venezia
Ad oggi il prezzo medio di un affitto a Venezia è di 967 euro, circa 240 in più al mese rispetto agli altri capoluoghi del Veneto.
In sei anni «il nostro territorio ha visto un aumento medio degli affitti di 132 euro, quasi il 16%», rileva quindi Giordano, «e ad aumentare di più, sono proprio i contratti più utilizzati: agevolato studenti e transitorio».
«È chiaro», prosegue, «che la situazione sia insostenibile per lavoratori e pensionati, il cui reddito è fermo da anni e che hanno già dovuto affrontare un aumento notevole del costo della vita. Gli affitti brevi comportano una pressione insostenibile sul territorio, non riguardando più solo Venezia ma anche la Terraferma e il territorio extra-comunale».
Per la Cgil, Venezia sta vivendo un emergenza casa e per questo è necessario intervenire con azioni concrete. Tra queste, il sindacato propone la creazione di un'agenzia per la casa in grado di gestire e coordinare il patrimonio pubblico.
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








