Cesare Battisti: Ho ucciso io Lino Sabbadin
L'ex terrorista ammette per la prima volta i 4 omicidi per cui è stato condannato, tra cui quello del macellaio di Santa Maria di Sala. Per 40 anni il figlio Adriano aveva chiesto giustizia

Italian former leftist activist Cesare Battisti, convicted in Italy for four murders, speaks during an interview in the city of Cananeia, 300 kilometers from Sao Paulo, Brazil, 30 October 2017. (Issued on 31 October 2017). EPA/Fernando Bizerra Jr. EPA/FERNANDO BIZERRA JR.
SANTA MARIA DI SALA. Cesare Battisti, l’ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo (Pac) arrestato a gennaio dopo quasi 40 anni di latitanza, ha ammesso per la prima volta, davanti al pm di Milano, Alberto Nobili, di essere responsabile dei 4 omicidi per cui stato condannato, tra cui quello di Lino Sabbadin, il macellaio di Santa Maria di Sala, freddato da un commando dei Pac nel 1979.
Per decenni il figlio Adriano aveva chiesto giustizia.
L’ammissione di Cesare Battisti che per la prima volta ha detto di essere responsabile dei 4 omicidi per i quali stato condannato, “fa giustizia di tante polemiche che ci sono state in questi anni, rende onore alle forze dell’ordine e alla magistratura di Milano e fa chiarezza su un gruppo, i Pac, che ha agito dalla fine degli anni’70 in modo efferato” . Lo ha detto il procuratore di Milano, Francesco Greco.
L'ex terrorista dei Pac, Cesare Battisti, è stato condannato in via definitiva per quattro omicidi, due commessi materialmente, due in concorso: quello del maresciallo degli agenti di custodia Antonio Santoro, ucciso a Udine il 6 giugno 1978, quello del gioielliere Pierluigi Torregiani e del macellaio Lino Sabbadin, che militava nel Msi, uccisi entrambi da gruppi dei Pac il 16 febbraio 1979, il primo a Milano e il secondo a Santa Maria di Sala; e quello dell'agente della Digos Andrea Campagna, assassinato a Milano il 19 aprile 1978. Battisti si era finora sempre dichiarato innocente. Oggi ha ammesso per la prima volta le proprie responsabilità di fronte ai pm.
Il capo del pool anti terrorismo milanese Alberto Nobili, che lo ha interrogato, ha chiarito che "qua non si tratta di una collaborazione con la giustizia, ma di importantissime ammissioni arrivate da un 'irriducibile' che ha barato per 37 anni e si reso latitante, dichiarando di essere innocente e di essere un perseguitato politico".
Nell'interrogatorio Battisti ha precisato "che avrebbe parlato solo di se stesso - ha spiegato Nobili - dopo che l'avvocato Steccanella gli ha fatto avere in carcere ad Oristano tutte le sentenze sui Pac". Nobili ha spiegato ancora che "per la prima volta in assoluto Battisti ha deposto queste dichiarazioni su questi fatti, dato che quando venne emesso l'ordine di cattura per gli omicidi lui era già latitante perché era evaso nell'81 dal carcere".
"Gli anni di piombo hanno ucciso il '68". Sono state sintetizzate cos dal procuratore di Milano Francesco Greco - che assieme al responsabile dell'antiterrorismo di Milano Alberto Nobili ha tenuto una conferenza stampa - le ammissioni di Cesare Battisti. L'ex terrorista dei Pac ha detto in sostanza che "la lotta armata ha impedito lo sviluppo della rivoluzione culturale, sociale e politica nata nel '68".
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia
Leggi anche
Video









