«C’è troppa gente che s’offre» Brunetta scherza sul sindaco

L’ex ministro domani presiede una riunione per le regionali. «Venezia questione seria, non mi candido» Primo obiettivo di Forza Italia quello di ricompattare l’alleanza di centrodestra, con Lega e Ncd
Di Alberto Vitucci
Renato Brunetta a Roma, 17 luglio 2014. ANSA/MASSIMO PERCOSSI
Renato Brunetta a Roma, 17 luglio 2014. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

«Sindaci? Mi pare ancora presto. Comunque una cosa è certa: c’è davvero tanta gente che s’offre». Ride della sua battuta («S’offre, con l’apostrofo») l’ex ministro Renato Brunetta. Non è più al governo dopo la caduta di Berlusconi, e quasi sicuramente non sarà in corsa per le prossime amministrative. Ma per Forza Italia e il centrodestra veneziano resta un punto di riferimento. «Il nostro referente politico è lui», conferma il suo uomo in laguna, l’ex capogruppo in Comune Michele Zuin. Da un anno Brunetta ha messo in piedi un suo bollettino informativo quotidiano. Si chiama «Il Mattinale», e riporta in una ventina di pagine on line notizie e commenti politici della giornata. Il lavoro e i «Borotalk show» della tv di Stato e di La7, i tagli alle Forze armate e le inchieste sulle spese che travolgono i candidati del Pd in Emilia («Bagattelle. Ma chi la fa l’aspetti. La giustizia a orologeria è così»). Le ferie tagliate ai magistrati, la Tasi e l’«annuncite» di Renzi. E, in testa, l’appello all’unità del centrodestra. «Se restiamo uniti vinciamo dappertutto», dice Brunetta, «la divisione tra i nostri alleati è molto meno evidente che quella tra le correnti del Pd».

E Venezia? Brunetta tornerà in campo per la terza volta come candidato sindaco? «No questo no», dice. E sui movimenti di questi giorni, le proposte di Cacciari («Sindaco giovane e mestrino»), l’autocandidatura di Boraso e l’ipotesi Zaccariotto?

«Un attimo. Venezia è una cosa troppo seria, dobbiamo decidere bene», scandisce. Domani sarà in Veneto per presiedere un coordinamento di Forza Italia in vista delle Regionali 2015. Si parlerà anche di laguna. «Certo, ma adesso il quadro non è ancora tracciato. Sentiamo prima cosa ne pensano gli alleati». Obiettivo di Brunetta e del partito di Berlusconi è ovviamente quello di guidare la «riscossa» e conquistare Ca’ Farsetti dopo 22 anni di governo del centrosinistra. Il centrodestra, che allora non esisteva e si chiamava centrosinistra, aveva governato per due anni dal 1985 al 1987 con il sindaco socialista Nereo Laroni e poi dal 1990 al 1992 con l’allora Dc Ugo Bergammo, adesso tornato in politica come assessore ed esponente dell’Udc nazionale. Alleanza che potrebbero anche riportare nell’orbita di centrodestra una parte dei centristi. Recuperare la Lega e l’Ncd – oggi al governo con Renzi e il Pd – Fratelli d’Italia. Scenario che potrebbe portare al ribaltamento del quadro politico, Pd e liste civiche – ma anche Movimento Cinquestelle – permettendo. «Dei candidati parliamo tra qualche settimana», dice Brunetta, intanto posso dire che è vero, c’è un sacco di gente che s’offre».

Si fanno tanti nomi nel centrodestra, ma nessuno ha la dignità di una candidatura. Nemmeno Mattia Malgara, industriale, figlio d’arte di Giulio, già presidente dei pubblicitari e candidato senza successo alla Biennale. O di Luigi Brugnaro, il vulcanico presidente della Reyer Basket che tuona contro la vecchia politica. Ma non ha mai annunciato una sua discesa in campo. Martedì c’è stata la riunione del direttivo comunale di Forza Italia, con i nuovi dirigenti Roberto Ferrara e Debora Onisto. Si è deciso di contattare gli alleati. Aspettando il referendum e le decisioni romane. E di Brunetta.

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