Casson lancia la sfida: «Comitato aperto che vada oltre il Pd»

VENEZIA. Un «comitato aperto» per partecipare alle primarie di coalizione. «Perché da solo, il Pd non va da nessuna parte». È la prima novità delle Primarie 2015. Il senatore Felice Casson, che ha annunciato la sua candidatura alla vigilia di Natale, parte per la nuova avventura. E annuncia: «Una cosa è certa, le primarie si faranno, come stabilito all’unanimità dalla direzione comunale del Pd. Non ci può essere un candidato unico, si confronteranno programmi e idee. E vista la situazione drammatica in cui si trova la città, occorre far presto: un taglio netto col passato innovando la politica». In un panorama politico immobile, ancora immerso nel clima natalizio, l’ex magistrato lancia il sasso nello stagno. E a chi ha definito «prematura» la sua decisione, prima ancora di sapere quale sarà la data e quali le regole delle primarie, risponde così: «Il clima è cambiato, la gente si è stufata dei soliti giochi, vuole il cambiamento e soprattutto, dopo quello che è successo a Venezia, etica e legalità». Una corsa partita con largo anticipo. Di cui si conoscono, finora, solo alcuni dei partecipanti.

Oltre a Casson c’è Jacopo Molina, avvocato ed ex consigliere comunale, renziano della prima ora che aveva avuto posizioni molto critiche sulla giunta Orsoni. In pista anche l’ex vicesindaco Sandro Simionato. «Devo valutare bene, ma io al momento ci sono», dice.

Corre anche il libraio Giovanni Pelizzato, titolare della Toletta. «Sono un esterno al Pd, bisogna cambiare», dice. Ma l’interrogativo è sempre quello: cosa farà il più grande partito della città, che alle ultime Europee aveva sfiorato il 50 per cento dei voti? Aspettano i dirigenti, per capire quali siano realmente gli umori dela città e delle categorie. Alla ricerca di un candidato «moderato» da contrapporre a Casson.

Chi sarà il suo avversario? «È presto, è presto, ci vuole ancora qualche giorno», dice Pierpaolo Baretta, sottosegretario all’Economia del governo Renzi – come già del governo Letta – ex segretario della Cisl veneziana, «bisognerà valutare bene le forze in campo». Baretta ha comunicato la sua disponibilità a correre. Ma avrebbe anche confidato di voler scendere in campo solo se sollecitato dalla stragrande mnaggioranza del suo partito, il Pd. E il Pd per adesso non ha deciso. Oltre a Simionato potrebbe scendere in campo anche Andrea Ferrazzi, ex assessore all’Urbanistica di area cattolica. Un panorama che molti non vorrebbero, perché significa in qualche modo «balcanizzazione», cioè scontro fratricida e magari una vittoria con un margine molto ristretto.

Quello che è successo in altre città e ha poi portato alla sconfitta del centrosinistra. C’è chi come Massimo Cacciari chiede di azzerare tutto e puntare su facce nuove. Chi invita all’accordo per fronteggiare il centrodestra. Che potrebbe alla fine convergere su un candidato unico e popolare (il presidente della Reyer basket e di Umana Luigi Brugnaro?) e provare, dopo ventitrè anni, a riconquistare la roccaforte di Ca’ Farsetti.
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








