Case in riva Lusenzo «Subito l’emendamento per chiudere il caso»

SOTTOMARINA
Nuovo disperato appello dei residenti di riva Lusenzo per chiudere la secolare vicenda delle case reclamate dal Demanio. La legge 17 del 28 febbraio 2020, sostenuta in modo trasversale, non è stata purtroppo sufficiente a chiudere il caso perché manca il parametro edilizio per stimare i prezzi dei terreni, portando a ipotesi di costi folli e inaccettabili per le 200 famiglie (moltissimi gli anziani) che occupano i 132 immobili coinvolti.
Dopo 17 mesi dalla legge, i residenti chiedono che la politica faccia un ultimissimo sforzo con un emendamento al Decreto Semplificazioni per permettere che dopo 100 anni, chi vi abita possa finalmente sentirsi a casa propria. «Chiudiamo questa vergognosa pagina di ingiustizie per i cittadini di riva Lusenzo», spiega Eros Tiozzo, «Vogliamo vivere anche noi una vita dignitosa, serena e normale. Va bene la pazienza, ma adesso ne stiamo rimettendo anche in salute». «Siamo andati oltre il punto di non ritorno», spiega Pierpaolo Marchesi, «Il 22 maggio c’era lo Stato qui, con rappresentanti di tutte le forze politiche, le stesse che hanno portato alla legge 17. L’emendamento è pronto, non c’è motivo di pensare che non ci sia il parere positivo del Governo per un testo similare alla legge già approvata».
«Nelle parole dei residenti sono racchiuse le urla di chi non ne può più», spiega la segretaria dem Barbara Penzo, «Mettono in evidenza tutta la disperazione di chi oggi sta ancora aspettando quegli ultimi passi per chiudere definitivamente, velocemente e nel giusto modo l’iter avviato. La politica tutta ha un dovere nei confronti di queste famiglie che in modo regolare hanno costruito la loro dimora, senza responsabilità alcuna in un assurdo corto circuito. Serve una nuova azione congiunta per andare all’approvazione dell’emendamento». —
e. b. a.
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