Case Erp, a Venezia graduatoria da rifare: le assegnazioni slittano ancora

Il Comune dovrà togliere i punti aggiuntivi motivati dalla residenza in città. Insula critica la decisione della corte, il Pd presenta un’interrogazione

Eugenio Pendolini
Case Erp, a Venezia graduatoria da rifare
Case Erp, a Venezia graduatoria da rifare

Sono passati più di seicento giorni dall’ultima assegnazione di un alloggio Erp da parte del Comune di Venezia. Ora però, con la recente sentenza della corte d’appello di Venezia che ha confermato l’illegittimità della legge regionale che prevede punti aggiuntivi a chi risiede nel comune di Venezia e in Veneto, i tempi rischiano di allungarsi ulteriormente. La graduatoria provvisoria, stilata da Ca’ Farsetti dopo la pubblicazione del bando nel settembre scorso, dovrà ora essere rivista e riformulata.

La lista definitiva dei potenziali beneficiari, fanno sapere dal Comune, potrebbe essere pronta entro aprile. D’altro canto, è la stessa sentenza d’appello a ordinare alla Regione Veneto di disporre «un piano di rimozione della discriminazione entro sessanta giorni dalla pubblicazione della sentenza».

Insomma, tempi più lunghi anche per Ca’ Farsetti che a settembre scorso aveva emanato un nuovo bando che, tra le condizioni, prevedeva di nuovo un punteggio aggiuntivo per gli anni di residenza. In particolare, tra 1 e 5 punti per coloro che risiedono da 5 a 15 anni; 5 punti per chi invece risiede da più di 15 anni.

Si trattava di criteri alleggeriti rispetto a quelli previsti dalla legge regionale (che ad esempio dava 8 punti massimi attribuiti a chi viveva nel territorio comunale da un minimo di 15 a un massimo di 25 anni), ma comunque ingiustificati secondo i giudici.

Quindi ora che succede? Al bando comunale avevano partecipato 2.297 richiedenti e le domande accolte erano state 2.151, 986 nella Venezia insulare e 1.265 in terraferma. Chi ha partecipato ed è entrato in graduatoria, ci resterà.

Questo perché nel nuovo bando dello scorso settembre era contenuta la clausola secondo cui i punteggi relativi alla residenza anagrafica o all’attività lavorativa sarebbero stati riconosciuti con riserva «in quanto attualmente il regolamento che li prevede è oggetto di giudizio davanti alla corte d’appello». Chiaramente cambierà l’ordine di arrivo.

Nel frattempo, però, non sono mancate le polemiche in città alla luce della sentenza della corte d’appello secondo cui l’utilizzo della residenza come criterio per l’assegnazione dei punteggi per le graduatorie Erp non è legittimo se slegato da un reale bisogno dei richiedenti (sentenza peraltro prevedibile dato che sulla vicenda in tal senso si era espressa anche la Corte costituzionale).

L’assessore Simone Venturini ha manifestato tutta la sua contrarietà verso l’impostazione della corte d’appello. Il presidente di Insula, Fabio Raschillà propone polemico che si facciano «solo bandi nazionali»: «Purtroppo attorno alle case sociali non c'è solo l'attenzione di associazioni sane, ma troppo spesso di associazioni politicizzate e attigue ai centri sociali, il cui finto scopo è aiutare tutti i cittadini, quello vero di dare casa quasi gratis se non gratis ai propri attivisti, che ovviamente non hanno ne i titoli ne magari la vera necessità di una casa popolare, ma piace molto averla gratis. E così ad ogni bando poi segue un ricorso».

Parole di fuoco che, a stretto giro, vengono replicate da Monica Sambo (Pd) che chiede esplicitamente le dimissioni di Raschillà: «Sulla casa pubblica a Venezia stiamo assistendo all’ennesimo tentativo della destra di trasformare un fallimento gestionale in una battaglia ideologica».

Secca la presa di posizione anche dell’osservatorio Ocio, da sempre in prima linea sui temi della residenzialità e dell’edilizia pubblica.

«Per poter affrontare una domanda sociale abitativa che a Venezia non accenna a diminuire», spiegano dall’osservatorio, «è indispensabile la messa a disposizione di un’offerta abitativa pubblica congrua, oggi del tutto insufficiente e che si riduce solo alla rimessa a reddito degli alloggi sfitti.

Le case ai veneziani non le portano via gli immigrati, ma la continua espansione senza regole delle locazioni turistiche brevi, che stanno riducendo Venezia a un grande albergo diffuso, che caccia i residenti e che espelle da un mercato immobiliare privato ormai totalmente speculativo quote crescenti di popolazione, anche a reddito medio e che chiude la porta in faccia a figure professionali di cui la nostra città ha estremamente bisogno».

Intanto, la questione finisce anche in consiglio comunale con un’interrogazione presentata dall’opposizione (con primo firmatario Giuseppe Saccà, Pd) per chiedere alla giunta cosa intenda ora fare per superare l’impasse nell’assegnazione delle case Erp. «Il Comune», incalza infine Gianfranco Bettin (Verde e Progressista), «attacca la Corte costituzionale per nascondere il proprio fallimento. Analfabeti delle istituzioni».

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