Casa e volante devastate «Voleva i soldi per la cocaina»

CHIOGGIA. Mezz’ora di autentico terrore. Una calle intera tenuta sotto scacco, una sorta di pomeriggio di un giorno da cani che ha impegnato severamente poliziotti e carabinieri in azione congiunta. Stefano Fabris, 42 anni (ex dipendente Actv), si è calmato solo in serata al Pronto soccorso.

Voleva i soldi per comprarsi la cocaina e quando la madre glieli ha negati è letteralmente uscito di senno, sfasciando tutto dentro casa. Nemmeno l’arrivo delle forze dell’ordine lo ha fatto rinsavire, anzi la furia distruttiva è addirittura aumentata e a farne le spese è stata una volante della polizia, intervenuta per dare supporto ai carabinieri.

Contro la macchina l’uomo ha scagliato di tutto, riuscendo addirittura a sfondarne il parabrezza blindato ed un finestrino posteriore, così come il lunotto è stato addirittura staccato dalla carrozzeria. Divelto e distrutto anche il lampeggiante sopra il tettuccio della volante.

Gli uomini del commissariato hanno stimato in almeno 20 mila euro i danni causati alla vettura. Non solo, ma l’azione dell’esagitato ha privato, almeno momentaneamente, di una volante per la pattuglia, oltre ad avere causato problemi al servizio di sorveglianza, visto che alcuni dei carabinieri e dei poliziotti che hanno dovuto ricorrere alle cure del Pronto soccorso dove sono stati refertati con qualche giorno di prognosi. Forze dell’ordine che, durante l’intervento in calle Piva, dovevano controllare le azioni dell’uomo, che tra l’altro brandiva anche un coltello con una lama di circa 30 centimetri, ma anche allontanare i molti curiosi che avevano affollato l’area, con il rischio che venissero colpiti da qualche oggetto contendente. Un intervento ad alto rischio che ha fatto sbottare il sindacato di polizia che ha reclamato ad alta voce l’utilizzo del taser, la pistola elettrica che immobilizza i malviventi. «Non è possibile» ha detto Mauro Armelao (FSP Polizia) «continuare a contare feriti tra i nostri ragazzi che devono affrontare gli esagitati a mani nude» . —

D. Z.

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