Stop alla Casa di comunità di Camponogara senza preavviso, il sindaco attacca Stefani

Fusato contesta il trasferimento a Dolo e Mira: «Chi si doveva recare nella struttura si è trovato davanti a dei cartelli appiccicati che avvisavano del trasferimento dei servizi. Un passo falso per la sanità tanto propagandata dal presidente della Regione» 

Alessandro Abbadir
I cartelli che notificano il trasferimento dei servizi a Dolo e Mira
I cartelli che notificano il trasferimento dei servizi a Dolo e Mira

«Sono stati chiusi dalla sera alla mattina diversi uffici alla Casa della Comunità di Camponogara e il personale è stato trasferito nelle corrispettive di Dolo e di Mira. Si tratta di decisioni prese dalla Regione senza alcun confronto con le istituzioni locali e senza un dibattito democratico con i cittadini. Non è così che si fa sanità d’eccellenza: questo è un vero e proprio passo falso per la sanità tanto propagandata dal presidente della Regione Alberto Stefani». Sono parole pesanti quelle del sindaco di Camponogara, Antonio Fusato, all’indomani delle numerose segnalazioni arrivate dai cittadini esasperati per i disagi.

«Chi si doveva recare all’ufficio protesica», spiega il primo cittadino, «a quello dell’assistenza infermieristica domiciliare o alle segreterie dei medici, si è trovato davanti a dei cartelli appiccicati che avvisavano del trasferimento dei servizi alle Case di Comunità di Mira o Dolo. Ma ci si rende conto del disagio che si arreca a persone anziane o fragili, costrette a girare o a far girare i propri familiari per tutta la Riviera del Brenta, provenendo magari da comuni vicini come Campolongo, Campagna Lupia o Fossò? Quello che è successo in termini di riorganizzazione è semplicemente inaccettabile. Si vogliono forse riempire le nuove Case di Comunità sottraendo personale a quella di Camponogara?».

Rovente anche la nota di protesta giunta dal circolo locale del Partito Democratico: «Il Circolo del Pd di Camponogara esprime forte preoccupazione per il progressivo depotenziamento del Distretto sanitario di Camponogara, da sempre punto di riferimento per migliaia di residenti. Negli ultimi mesi abbiamo assistito al trasferimento di personale e di alcuni servizi verso altre sedi per garantire l’avvio delle nuove strutture. Pur condividendo gli obiettivi della riforma della sanità territoriale, riteniamo profondamente sbagliato che la loro attivazione avvenga sottraendo risorse a un presidio storico. Le Case di Comunità devono ampliare e migliorare le prestazioni, non depauperare quelle esistenti. Chiediamo all'Usl 3 e alla Regione di chiarire quali siano le prospettive e di garantire che nessun servizio venga ridimensionato».

L’Azienda Usl 3 Serenissima replica: «Il distretto sanitario di Camponogara è oggetto», spiega la direzione Usl 3, «di una riorganizzazione che ne potenzierà i servizi, nell’ottica di un costante avvicinamento della medicina al cittadino. Tutte le attività rivolte all’utenza, compreso il punto prelievi e l’ambulatorio infermieristico, non solo rimangono ma vengono affiancate da un nuovo presidio. Negli spazi liberati dai due uffici di back office arriverà nelle prossime settimane il servizio Infanzia, adolescenza e famiglia (Iaf), pronto ad accogliere donne, coppie e adolescenti in difficoltà. Tra le numerose forme di assistenza dello Iaf, ci sono ad esempio anche le consulenze neuropsichiatriche in età evolutiva e le certificazioni di disabilità necessarie per l’integrazione scolastica. I due uffici spostati, Adi e Protesica, hanno trovato collocazione nelle case di Comunità di Mira da poco inaugurata e un quella Dolo».

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