Carnevale di Venezia, fermati 13 borseggiatori: arresti e denunce tra San Marco e Rialto
Maxi controlli della polizia locale nei giorni clou del Carnevale: 13 borseggiatori individuati, 16 in totale da fine gennaio, quattro arresti in flagranza e nove denunce

Truffe, borseggi, ricettazione, carte di credito svuotate in pochi minuti: nei giorni clou del Carnevale la Polizia Locale ha fermato 13 borseggiatori (16 includendo i due giorni precedenti al 30 gennaio) di origine romena, bosniaca e bulgara, uomini e donne (di cui 4 minorenni), intercettati tra Piazza San Marco, Ponte di Rialto e la stazione ferroviaria Santa Lucia. Quattro sono stati arrestati in flagranza, sorpresi con le mani nelle borse dei turisti con trolley e zaini al seguito; nove denunciati.
Eppure, tra gli arrestati, nessuno è finito in carcere: tutti rimessi in libertà poche ore dopo. Reati arginati sotto l’occhio di 120 agenti della polizia locale in servizio ogni giorno di Carnevale (300 considerando i due turni della giornata) con una quota del 10% in borghese, il nucleo anti-borseggio, infiltrato tra la folla per sorprendere i malviventi sul fatto.
Borseggiatori fermati
In totale sono 23 le persone fermate e controllate nelle ultime due settimane, a partire dal 29 gennaio. Di queste, due sono accompagnamenti in comunità per borseggiatrici minorenni, tutte ragazzine di origine bosniaca, non colte in flagranza. Quanto ai quattro arrestati, dopo la direttissima in Tribunale sono stati tutti rimessi in libertà. Ladruncoli intercettati non solo nel weekend: i primi due già il primo giovedì di Carnevale, il 29 gennaio in zona Ponte di Rialto. Poi ancora lunedì 2 e martedì 3 febbraio - giornata con il picco massimo di interventi - quindi mercoledì 11 e, infine, il 12 febbraio gli ultimi provvedimenti emessi.
Le calli strette, i ponti stipati e una folla tre volte più numerosa del solito trasformano i reati predatori l’utilizzo illecito di carte di credito un rischio difficile da arginare: i delinquenti sfruttano ogni spostamento della massa per colpire. A tal proposito è stata emessa una denuncia per uso indebito di carte di credito.
Ubriachezza molesta
Fermato anche l’abuso di alcol: sono state emesse due denunce per ubriachezza molesta e resistenza a pubblico ufficiale tra Murano e San Marco. Un suonatore autorizzato italiano, ubriaco, venerdì è stato denunciato per resistenza in Calle Vallaresso mentre strimpellava ben oltre l’orario consentito, creando scompiglio tra l’Harry’s Bar e l’hotel di lusso Monaco & Grand Canal. Alle 22 la polizia è intervenuta ordinando il sequestro immediato dello strumento: lui, alticcio, ha opposto resistenza. Sabato, a Murano, un ubriaco molesto di origine tunisina ha seminato il caos tra i negozi: avances indesiderate alle commesse, scaffali e oggetti rotti per la sua instabilità. Incontenibile, ha dato in escandescenze all’arrivo degli agenti ed è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale. È stato poi trasportato alla centrale del Tronchetto per fotosegnalamento e formalizzare la denuncia.
Bande di facchini abusivi con “pass” fasulli al collo sempre più spavalde: arrivano perfino a raccogliere le ricevute fiscali dalle macchinette Actv per spacciarle come titoli nuovi, chiedendo un sovrapprezzo sui trolley.
Il fenomeno porter
L’episodio più clamoroso venerdì scorso, in pieno Carnevale, all’approdo della linea 2 della Stazione Santa Lucia: un giovane porter, targhetta “portabagagli” al collo, tuta da ginnastica e cappellino con visiera, ha pressato due turiste giapponesi sedute con le valigie in attesa del battello, chiedendo soldi e mostrando perfino percorsi “veloci” su Google Maps per convincerle. La scena è stata ripresa dalla “sentinella” anti-borseggio Monica Poli, che lo ha messo in fuga a suon di urla. «Sempre due giorni fa, sul bus 2 in via Piave alle 19.30, una disabile accompagnata dalla madre è stata derubata di soldi e documenti» denuncia Poli. «E ieri mattina i borseggiatori hanno ripreso l’attacco già alle 9.15 tra Rio Marin, San Polo e San Tomà, poi si sono spostati a San Marco: tra loro ragazzine di appena 12 anni reclutate in bande di donne bulgare».
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