Caorle, ponte delle Bilance chiuso per 42 giorni monta la protesta

Critiche della Confcommercio ai lavori previsti dall’8 ottobre. Lo stop annunciato da tempo creerà disagi in molte frazioni

CAORLE. Scatteranno l’8 ottobre e dureranno 42 giorni i lavori per il consolidamento e risanamento conservativo del ponte delle Bilance tra la località di Sansonessa e la frazione di Ca’ Corniani. La chiusura dell’infrastruttura lungo il fiume Livenza sulla provinciale 62, penalizzerà soprattutto i residenti di Ca’ Corniani, Ca’ Cottoni, e San Giorgio di Livenza, che saranno costretti a un giro molto largo per raggiungere Caorle, attraverso Ottava Presa e Strada Nuova.

E sulla chiusura si è espresso duramente Corrado Sandrin, delegato Confcommercio di Caorle. L’aggiudicazione dei lavori del ponte era avvenuta a metà del mese di marzo programmando l’intervento dai primi di maggio, realizzando la prima e la terza fase insieme, per complessivi 42 giorni di chiusura del ponte. Il Comune di Caorle, con una nota del 30 aprile 2018, ha chiesto di sospendere la consegna lavori e di posticiparla alla fine della stagione estiva. La richiesta è stata recepita dalla Città metropolitana facendo slittare i lavori dopo l’inizio del nuovo anno scolastico.

«Non ci sono stati ritardi burocratici o problematiche emerse sulle rampe, ma è stato il Comune a sospendere l’iter di consegna dei lavori», spiega Saverio Centenaro, consigliere delegato metropolitano, «Il progetto approvato prevede lo stesso cronoprogramma. La richiesta del Comune di avere una viabilità alternativa non è invece sostenibile dal punto di vista dei costi-benefici, in quanto la chiusura è limitata a soli 42 giorni e la realizzazione di un attraversamento provvisorio costerebbe quanto l’intervento di risanamento. Grazie agli interventi sul ponte verrà poi ripristinata una linea di trasporto pubblico». I commercianti a Caorle però non ci stanno.

«È indispensabile», dice Corrado Sandrin, «prevedere una viabilità alternativa degli attraversamenti provvisori. Fa specie che il sindaco della Città Metropolitana Luigi Brugnaro, anche alla luce della nostra missiva di qualche settimana fa, abbia fatto a tutt’oggi lettera “morta”. Auspichiamo, che si trovino soluzioni alternative e che non siano arrecati grossi disagi lasciando isolato un intero territorio.


 

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