Morta per un malore durante il bagno: i figli chiedono l’autopsia
L’imprenditrice Laura Virginia Galletti è deceduta a 78 anni in spiaggia alla Brussa. Il figlio: «Ora prevalgono il dolore e la confusione, ma almeno vogliamo essere sicuri della causa di morte»

Grande dolore in tutto il Portogruarese per la morte in seguito a malore in acqua nel pomeriggio di mercoledì sulla spiaggia di Vallevecchia, dell’imprenditrice Laura Virginia Galletti, 78 anni, residente nel comune di Fossalta.
Aveva fondato assieme al marito Mario Luigi Milan, morto il 16 ottobre 2009, la Milan Arredamenti, azienda leader del settore arredamento, con sede nella frazione di Villanova Sant’Antonio, attiva dal 1964. Al suo interno aveva ricoperto il ruolo di amministratrice.
Una volta vedova, aveva lasciato la gestione dell’azienda ai figli maschi, mentre lei si era ritirata a vita privata, dedicandosi al nuovo ruolo di nonna e occupandosi della casa e delle sue passioni. Tra queste, le gite al mare, nella vicina Vallevecchia. La donna lascia i figli e attuali proprietari dell’azienda Stefano e Michele e una figlia di nome Daniela.
La perdita della nipote
La famiglia era già stata provata da un grave lutto due anni fa, quello legato alla scomparsa di Monica Milan, figlia di Stefano e nipote di Laura, morta dopo uno stato vegetativo di tre anni e mezzo, dall’incidente avvento alla vigilia di Natale del 2020 a Cinto Caomaggiore. Monica, che all’epoca aveva 27 anni, viveva con il fidanzato a Pramaggiore e stava recandosi al lavoro al centro commerciale Adriatico 2 di Portogruaro.
La salma di Laura Virginia Galletti è nella cella mortuaria dell’ospedale di Portogruaro, in attesa di un pronunciamento della magistratura di Pordenone. Prima del funerale la famiglia vorrebbe far eseguire un’autopsia per stabilire la reale causa di morte.
I soccorsi
Secondo alcuni testimoni, poco prima di entrare in acqua per fare il bagno, la donna avrebbe mangiato una mela. Si sospetta, quindi, che il malore fatale possa essere stata una congestione.
«Proprio per questo vogliamo capire come sono andate le cose», dice s il figlio Michele Milan, «in questo momento prevalgono il dolore e la confusione, ma almeno vogliamo essere sicuri della causa di morte».
Molte persone hanno lamentato, non solo sui social, l’assenza di un servizio di salvataggio in quella spiaggia di Caorle.
Il comprensorio di Brussa è una spiaggia libera di pregio naturalistico e non una spiaggia di massa. Mancherebbe un defibrillatore alla portata di tutti. «In questo momento l’unico nostro pensiero è per nostra madre», ribadisce Michele Milan che smorza sul nascere ogni polemica, «Io sono stato avvertito quasi subito del malore di mia madre, e quindi mi sono posizionato dietro l’ambulanza. Proprio all’ingresso di Vallevecchia ho intravisto l’elisoccorso arrivare. Effettivamente di tempo dal malore di nostra madre è trascorso. Addirittura è stata soccorsa da bagnanti stranieri, portata sul bagnasciuga e i primi a provare a rianimarla sono stati proprio loro. Davvero, su questi aspetti per il momento non ho nulla da dire».
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








