Brugnaro raggiante: «Vittoria che premia i nostri undici anni di governo»
I fucsia mettono la firma sulla vittoria del centrodestra. Lo staff dell’ormai ex sindaco: la forza dei fatti ha superato la forza del cambiamento

«La Forza dei fatti ha superato la forza del cambiamento». Lo staff di Brugnaro si gode la vittoria quando sullo schermo tv scorrono i primi exit poll. Nel pomeriggio, con le proiezioni e i primi dati reali che arrivano dall’Ufficio elettorale, la forbice si allarga sempre più. È vittoria al primo turno. Un successo nemmeno sperato dai sostenitori del giovane candidato fino a qualche settimana fa. Ma la vittoria è anche del suo mentore, l’ex sindaco Luigi Brugnaro.
Non si è visto in campagna elettorale, ma al nuovo sindaco ha dato sostegno e suggerimenti. Fino al libro da 5 kg dal titolo pragmatico: “La Forza dei fatti”. Un bilancio delle attività che ha fatto da base a Venturini per i suoi comizi. Grande successo anche per la lista civica del sindaco, che gli dà una forza contrattuale notevole anche nei confronti degli alleati del centrodestra. Più o meno la stessa percentuale e i voti che aveva raccolto la lista fucsia di Luigi Brugnaro nel 2020, dicono i sostenitori. Possibile? Ma la città non era arrabbiata e stufa per un governo durato 11 anni, l’invasione del turismo, i recenti fatti del referendum sulla giustizia - stravinto dal centrosinistra - della Biennale e della Fenice?
Narrazione sbagliata di una realtà evidentemente ben diversa, che stavolta ha scelto la strada della conferma al governo uscente. Gli errori degli avversari? Tanti.
Calare un candidato poco conosciuto dall’alto. Pensare di aver vinto, dicono i fedelissimi del nuovo sindaco, quando la partita era appena cominciata. Martella è partito davanti, anche nei sondaggi avversari. Poi pian piano la sua spinta si è esaurita, mentre l’altro continuava ad avanzare. Eppure l’onda nazionale spingeva il centrosinistra.
Nel segno della vittoria al referendum e del “no” alla guerra e alle politiche sul riarmo del governo Meloni. Ma questi fatti non sono stati trasmessi automaticamente allo scenario locale. «I cittadini votano», spiega un dirigente vicino a Venturini e Brugnaro, «e nel segreto dell’urna fanno la differenza. Chi ha amministrato bene stavolta è stato premiato».
«Hanno sbagliato a fare della competizione veneziana un test nazionale del campo largo», commentavano ieri in tv i direttori della stampa nazionale. A Venezia invece la scelta vincente di Venturini è stata quella di proporsi come “civico”. Ignorando le critiche di chi lo accusava di avere governato per 11 anni con l’amministrazione uscente.
Un riconoscimento anche per il sindaco imprenditore, che negli ultimi mesi era stato attaccato da più parti, coinvolto nella non ancora conclusa inchiesta sui Pili e la vendita del palazzo Papadopoli. I partiti più attivi nella critica a Brugnaro - come Terra e Acqua, la civica di Martini, Venezia è Tua di Ugo Bergamo - non sono stati premiati. La civica di Venturini che raccoglieva giovani ma anche molti ex assessori, ha quasi doppiato il Pd. Primo partito della città, proprio come erano stati i fucsia all’epoca di Brugnaro. Che non è più sindaco, ma con questa clamorosa affermazione del suo “delfino” non uscirà dalla scena politica.
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