Bretella aeroportuale, stop al progetto ora deciderà il consiglio dei ministri

Stop al progetto faraonico per la bretella ferroviaria aeroportuale. Il Cipess (ex Cipe) ha bloccato la procedura d’approvazione, passando la palla al Consiglio dei ministri per superare l’impasse. È stato infatti il ministero delle Infrastrutture, alla luce del contrasto con il ministero dei Beni Culturali, ad appellarsi alla legge 400 del 1988 che, in caso di dissenso su provvedimenti tra amministrazioni statali, prevede di rimettere la decisione al Consiglio dei Ministri.
Secondo le previsioni, il progetto con tracciato a cappio che porterà il treno all’aeroporto avrebbe dovuto essere approvato entro i primi di luglio, con annessi i correttivi in corso d’opera per ridurre le interferenze con il territorio (e cioè lo spostamento di 15 metri una strada di servizio che salverebbe il borgo di Ca’Litomarino dal rischio abbattimento). Nodo, questo, tutto ancora da sciogliere. «Finalmente anche nel governo qualcuno si è accorto che quel progetto è devastante per l’ambiente lagunare oltre a prevedere di radere al suolo il borgo di Ca’ Litomarino», spiega il deputato Pd Nicola Pellicani che continua a dirsi favorevole al collegamento ma non con un intervento così impattante, «ed è proprio la demolizione del tipico esempio di architettura rurale ottocentesco, costituito da un nucleo di una ventina di case che sorgono in un’area circondata da terreni di Save, ha determinare il contrasto tra i ministeri. È da lì che dovrebbe passare la bretella progettata da Rfi di 8 chilometri che collega il Marco Polo attraverso la linea ferroviaria Venezia-Trieste».
I correttivi al progetto avevano previsto la modifica, di una quindicina di metri per realizzare una strada di servizio che sarebbe dovuta entrare per un breve tratto nella fascia di rispetto autostradale della bretella autostradale (con annessa deroga richiesta). Un’azione, avevano spiegato i tecnici, non difficile visto che non ci sarebbero interferenze neanche con le strade complanari ipotizzate nella zona tra Dese e Tessera per l’altro imponente intervento, la costruzione del nuovo stadio. La soluzione era al centro di un confronto tra i due ministeri. Ora però, la palla passa al consiglio dei Ministri con il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile che punterà, con ogni probabilità, a ottenere il sostegno della maggioranza del governo.
«È singolare che il ministero chieda di realizzare in un sito Unesco un tracciato che prevede circa 3, 5 km in galleria» aggiunge Pellicani «per la realizzazione di un’inutile stazione passante sotterranea a “cappio” che, se costruita comporta un elevatissimo impatto ambientale». Il progetto prevede infatti una galleria che corre a 12 metri di profondità e prevede due paratie di contenimento, in cemento armato, gettate entro terra a una profondità di 25/30 metri, creando così una diga sotterranea che – secondo il deputato dem – «potrebbe portare alterazioni ambientali irreversibili».
«Per rendere possibile tutto ciò sarà necessario lo scavo e il ricollocamento di un milione e 400 mila metri cubi di terreno. Un’enormità che significa soprattutto un grande affare. Non certo per il territorio e per la comunità veneziana. Tutti siamo favorevoli al collegamento ferroviario con l’aeroporto, ma non con un intervento così impattante».
In passato, l’altolà era arrivato anche dall’Unesco che aveva parlato di “progetto impattante” inserendolo nell’elenco delle criticità insieme al passaggio delle Grandi Navi all’interno della laguna di Venezia.
Ora è lo stesso Pellicani a chiedere di rispolverare il progetto preliminare del 2005, «meno impattante e meno costoso”, e cioè 223 milioni contro i 500 dell’attuale progetto. Si trattava di un collegamento del Marco Polo con il Sfmr mediante un’asta di superficie e stazione di testa. Purtroppo Rfi ha preferito un progetto fatto sotto dettatura di Save, in sfregio al territorio e ai veneziani. Ora siamo in tempo per cambiare il progetto, difendere l’ambiente pre-lagunare sito Unesco e assicurare comunque quel collegamento ferroviario con l’aeroporto che attendiamo da decenni». —
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