Bomba in cimitero oggi il sopralluogo degli artificieri

SPINEA. Un altro giorno di chiusura forzata per il cimitero di via Matteotti a Spinea. Causa del divieto d’accesso al luogo sacro un residuato bellico, un proiettile da mortaio lungo circa 30 cm e risalente alla seconda guerra mondiale, rinvenuto sabato scorso. Secondo le prime notizie, la rimozione dell’ordigno doveva avvenire ieri, permettendo la normale ripresa delle visite. Invece nessuna traccia degli artificieri, nonostante gli uomini della Veritas – che ha in gestione il camposanto – li abbiano attesi per ore fuori dai cancelli, fino quasi alle 17. Così il cimitero è rimasto inaccessibile per il secondo giorno di fila. Affisso all’ingresso un cartello a firma Veritas, che avvisava della chiusura per «motivi di pubblica sicurezza».
Anche ieri, quindi, varie persone sono rimaste deluse dall’impossibilità di far visita ai propri cari. Disagi anche per le pompe funebri: l’impresa Zara aveva in programma alcune sepolture, che al momento sono sospese in attesa della riapertura. «Per fortuna si tratta solo di ceneri, siamo in attesa di comunicazioni». «È spiacevole che vengano rimandate le funzioni, speriamo che la situazione si risolva il prima possibile», ha commentato la sindaca Martina Vesnaver. L’amministrazione avrebbe potuto isolare solo una zona del sito, ma ha preferito la chiusura totale per rispetto del luogo sacro, oltre che per salvaguardare l’incolumità dei cittadini. Ora la palla passa agli artificieri dell’esercito, che sono attesi oggi per un sopralluogo: gli incaricati dovrebbero essere i militari del reparto guastatori della Folgore, di stanza a Legnago (Verona). «Sapremo solo allora la reale pericolosità, le misure da adottare nell’attesa che il residuato bellico venga asportato dal cimitero, e pertanto quando si potrà riaprire», ha informato Vesnaver nel pomeriggio. —
Carlo Romeo
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