Calenda toglie il simbolo ai suoi per le elezioni di Venezia: «Adesioni personali, libertà di scelta»
Caos nel partito dopo l’annuncio a livello locale dell’accordo con il candidato del centrodestra Simone Venturini. Calenda: «Sosterremo il programma migliore, nessuna nostra lista»

Colpi di scena e contraccolpi dopo l’annuncio di Azione Venezia di sostenere alle prossime elezioni il candidato del centrodestra Simone Venturini. Interviene Carlo Calenda a chiarire che il partito non correrà con il proprio simbolo.
«Sosterremo il programma migliore a Venezia» dice ai giornalisti. «Abbiamo un gruppo lì di giovani a cui abbiamo detto di sentirsi liberi di scegliere chi ritengono abbia il programma migliore con un’iniziativa civica che non vedrà la lista di Azione, quindi non ci sarà la lista di Azione a Venezia».
Ma anche precisa, smentendo il comunicato di Azione Venezia che annuncia l’intesa con Venturini, «in questo momento non mi risulta che abbiano ancora deciso, quindi mi sembra che tutte le opzioni sul piatto a partire dal fatto che lì ci sono due candidati, che non sono un fascista e un populista di sinistra, ma sono due candidati moderati, uno del Pd e uno di fatto ex-Udc».
Dopo la nota delle agenzie sulle parole di Calenda, la conferenza stampa prevista per mercoledì 1 aprile a Mestre cambia sede e scompare il logo di Azione. Voci si susseguono, come quella di una ipotesi di candidatura di Cristian Zara, segretario metropolitano e residente a Mira, come presidente della Municipalità di Mestre centro al posto di Gennaro Marotta.
Quest’ultimo spazza via le voci. «Vedremo, è tutto in divenire». Di certo, la mossa di Azione Venezia non convince tutti nel partito. Nicolò Rocco, consigliere regionale è stato eletto grazie all’asse tra Azione Veneto e il candidato presidente Giovanni Manildo. Un partito, insomma, capace di passare dal centrosinistra al centrodestra. «Il nostro è un partito che sta al centro e valuta le alleanze volta per volta. Io avrei lavorato in un’altra direzione perché sto collaborando bene con l’intergruppo di opposizione, così come lavoriamo bene a Padova, Vicenza e Verona», spiega il consigliere regionale.
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