Bibione: uno spazio dell’anima dove vince la natura
Tra gli anni Sessanta e Settanta è stata costruita la maggior parte di Bibione. Il paese era pieno di gru, le scuole erano gremite e si dovevano fare i turni anche di pomeriggio perché non c’erano abbastanza aule

Tra gli anni Sessanta e Settanta è stata costruita la maggior parte di Bibione. Il paese era pieno di gru, le scuole erano gremite e si dovevano fare i turni anche di pomeriggio perché non c’erano abbastanza aule.
I turisti erano soprattutto tedeschi. C’erano una energia e una speranza enorme nel futuro. E infatti l’isola crebbe in modo esponenziale diventando un modello di crescita sostenibile. Oggi, guardando il mio paese come scrittore, lo definirei uno spazio dell’anima dove l’equilibrio delicato tra insediamenti umani e natura funziona perfettamente.
Il turista oggi inforca la bici e percorre il lungomare sino al faro, ammira il Tagliamento e percorre l’argine sino alla Valgrande. Osserva il tramonto dalla laguna e si immerge nella ricerca degli scavi della villa romana. Un dato incredibile che ha confermato una mia sensazione: la vita media a Bibione è in genere nel comune è superiore alla media nazionale.
Quindi possiamo dire che qui si vive bene e più a lungo per una serie di situazioni ambientali particolarmente favorevoli. Oggi vedo Bibione come una località matura, così viene definita da chi si occupa di strategia di marketing turistico. Ovvero una località che è arrivata al suo apice di sviluppo ed ora ha bisogno di rinnovarsi. Quindi vedo il futuro condizionato da scelte coraggiose e importanti. Come ad esempio creare dei grandi hub dove lasciare le proprie auto e pedonalizzare l’intera località. Sarebbe una svolta sensazionale e non impossibile. Già ora l’auto a Bibione serve poco.
Le altre scelte devono tutte sostenere scelte di carattere ambientale. Questa bimba, l ’isola di Bibione compie 70 anni vissuti velocemente e a volte anche pericolosamente tanta è stata la velocità e gli ostacoli che abbiamo trovato lungo il percorso: mucillagine, erosione, Covid. Credo sia veramente difficile trovare un altro esempio di località che passa da zero a oltre 5 milioni di presenze in così poco tempo.
E non perché siamo stati i più bravi, ma semplicemente perché abbiamo rispettato il più possibile quello che la natura ci ha donato cercando di gestirla al meglio e creando quello che oggi chiamiamo “il modello Bibione”.
Sono tanti gli esempi ammirevoli nella costa Adriatica, e consideriamo le altre spiagge non nostre concorrenti perché contribuiscono a creare un prodotto unico riconosciuto nel mondo. Bibione ha seguito la sua vocazione fatta di, accessibilità, tutela della natura, sviluppo delle piste ciclabili, delle attività sportive, di turismo sostenibile.
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