Venezia, ambulante si incatena al banco: «Il Comune non penalizzi chi lavora da una vita»

Ugo Cemolin protesta all’Accademia contro l’ipotesi di estendere il banco tipo di San Marco: «Non tiene conto delle differenze tra le diverse zone della città». Costalonga: «Valuteremo le proposte delle associazioni»

Costanza Francesconi
Ugo Cemolin incatenato
Ugo Cemolin incatenato

Il venditore ambulante Ugo Cemolin stamattina, 23 settembre, si è incatenato davanti al suo banco di souvenir ai piedi del ponte dell’Accademia. Un gesto di protesta “contro la politica di gestione non equa adottata dalla attuale amministrazione nei confronti della mia categoria”, spiega.

Cemolin lavora all’Accademia da 38 anni. La viabilità di campo San Vidal, sua piazza di vendita, fa sì che chi arriva dal ponte, o procede in direzione del ponte, veda la merce solo su tre dei quattro lati del banco. “Il Comune sta valutando di estendere il banco tipo in uso in Piazza San Marco, sperimentale e nato a seguito di incontri avuti esclusivamente con chi opera in quella particolare area, e per esigenze che valgono lì e non altrove, anche nelle altre zone della città. Non sono d’accordo. Sarebbe una imposizione che non considera le differenze tra diversi luoghi della città e che finirebbe, nel mio caso come in altri, per penalizzare chi fa questo mestiere da una vita, nel rispetto della città”.

Venezia, controlli nei chioschi: centinaia di articoli sequestrati a Cannaregio
Chioschi ed edicole a Cannaregio: articoli sequestrati, sanzioni e diffida

La dimensione del banco oggi usato in Piazza San Marco è di 2 per 1,5 metri. Il suo design, studiato dal Comune in accordo con la Soprintendenza, permette l’allestimento della merce a 360 gradi. Fuori dall’area Marciana, invece, gli altri banchi sono grandi 3x1 metri, e un po’ diversi nella forma. Cemolin riferisce che i venditori di Riva degli Schiavoni “non sono d’accordo con la proposta, quanto me. Dove mi trovo io, ad esempio, il banco tipo di San Marco non avrebbe senso”, sbotta. Un catenaccio gli cinge intanto il petto, e ha gli occhi puntati dei passanti.

“La mia clientela”, ribadisce, “di norma transita solo davanti al baco, non dietro. Prima di deliberare dall’alto, il Comune dovrebbe incontrare le associazioni di categoria interessate dal progeto e il sindacato. Altra differenza”, aggiunge, “io devo sbaraccare alle 20, a San Marco non c’è questo limite”. L’assessore al Commercio e attività produttive, Sebastiano Costalonga, non entra nel merito della questione ma fa presente di aver già valutato in passato il caso di Cemolin, “che ha un magazzino piccolo, in cui il modulo del banco tipo San Marco fondamentalmente non entrerebbe”.

L’inaugurazione del banco tipo di San Marco risale alla precedente amministrazione, quando l’assessore Costalonga ricopriva del medesime deleghe di oggi. All’epoca, trovata l’intesa con la Soprintendenza, aveva preannunciato un tentativo di replicarlo in tutta la città, per maggiore decoro nella presentazione della merce e di selezione della tipologia di prodotti merceologici. Il modulo, uguale nell’aspetto, non sarebbe tuttavia stato grande 2 per 1,5 metri come è in area Marciana, ma 3 per 1 metri.

Per chi, perché posizionato a ridosso del muro, o per ragioni di viabilità, lavora di fatto su tre lati, e non quattro, l’idea era da principio valutare, sempre con il placet della Soprintendenza, un ampliamento del banco tipo di San Marco a 3 per 1,5 metri (mezzo metro in più, ndr).

“Un percorso da portare avanti”, precisa l’assessore, “valutando eventuali proposte delle associazioni di categoria”.

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia